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Oggi era una partita da vincere a tutti i costi a prescindere dal modulo, dagli schemi e dalla prestazione. La Sampdoria veniva nel Salento per giocarsi le ultime residue speranze di salvezza e pertanto anche i doriani avevano un unico risultato.

 

 

Nell'aria era palpabile la tensione, soprattutto dopo il pareggio del Verona a Napoli che accorciava ulteriormente le distanze dal Lecce e imponeva il risultato pieno ai salentini. Il Lecce ha tradito le attese, dominando in lungo e in largo, solo per un tempo. Su tutti, oggi, Oudin è apparso a suo agio da trequartista, dettando trame di gioco, inserendosi al momento opportuno in area e calciando anche da fuori. Unico neo dei giallorossi è stato quello di sprecare le tante occasioni avute nel primo tempo. Mister Baroni ridisegnava il Lecce proponendo per la prima volta dall'inizio il 4-2-3-1. Le variazioni riguardavano soprattutto la fase offensiva. A centrocampo, infatti, Blin e Hjulmand erano schierati a schermo della difesa, mentre in attacco Oudin, Strefezza e Di Francesco agivano alle spalle di Ceesay. Al di là del modulo, però, contava l'approccio alla gara e la voglia di trasformare le recenti situazioni sfortunate in episodi favorevoli. La curva Nord non faceva di certo mancare il suo incondizionato appoggio ai ragazzi, consci dell'importanza della gara. Forse anche per questo il Lecce partiva tutt'altro che contratto, prendeva subito fiducia, e al primo corner a favore creava occasione da gol con Umtiti che di testa sfiorava il vantaggio al 2' minuto. Il Lecce era subito molto aggressivo e grazie alla vena di Oudin sapientemente schierato sotto punta. Strefezza e Di Francesco si inserivano con intensità e anche gli esterni spingevano con continuità. Gallo e Gendrey davano ampiezza al gioco, permettendo alle tre mezze punte di convergere e affiancare Ceesay, volenteroso ma anche isolato. Si giocava, al contrario delle previsioni, sotto un flebile sole e all'asciutto. Da fuori era Oudin a sfiorare il gol al 6', ma i giallorossi si facevano apprezzare per le pregevoli triangolazioni che coinvolgevano Strefezza, Oudin, Hjulmand e Di Francesco. Al 16' un feroce batti e ribatti salvava la Sampdoria a due metri dalla porta, con la conclusione finale di Oudin sul fondo. I ragazzi stavano dando tutto e il catino del Via del Mare si incendiava di entusiasmo. Il dominio giallorosso veniva premiato al 31' quando su rinvio di Falcone Ceesay di testa serviva Strefezza che restituiva il favore ad Assan il quale fermava il pallone e gonfiava la rete.
Al 44' in contropiede Gallo aveva il matchpoint su bel passaggio di Ceesay, ma calciava sul fondo dopo una corsa di 50 metri. Nella ripresa la Samp effettuava subito 4 cambi. Entravano Cuisance, Sabiri, Rodriguez e Murillo, ma il Lecce proseguiva a menare le danze, soprattutto a sinistra con Gallo e Di Francesco. Il Lecce era alla ricerca del raddoppio e Strefezza vi andava vicinissimo, sempre su assist di Ceesay. All'11' su punizione la Samp metteva i brividi a Falcone e allora era ancora la Nord a suonare la carica.
I giallorossi erano stanchi e Baroni pensava ai cambi. Strefezza era sulle gambe dopo un lungo scatto, Oudin sembrava fuori dal gioco anche perché poco servito, mentre l'unico a garantire aggressività era Blin. Il Lecce soffriva le trame avversarie, ma la Samp era inconcludente.
Al 27' finiva la partita di Oudin e entrava Maleh per dare più copertura al centrocampo. Si tornava così al 4-3-3. Al 29' però il Lecce subiva la doccia fredda del pari segnato da Rodriguez, su azione di contropiede blucerchiato. Il Lecce aveva subito la palla del raddoppio ma Di Francesco sbagliava la scelta del passaggio finale.
Baroni inseriva Colombo e Gonzalez nel forcing giallorosso. Al 37' Gonzalez penetrava in area e calciava. Sulla respinta Di Francesco metteva in rete, ma era in fuorigioco.
A nulla servivano i 4 minuti di recupero perché il Lecce non riusciva a ritornare in vantaggio. La Nord iniziava così a contestare civilmente ma chiaramente per un secondo tempo abulico. Detto questo, la prestazione c'è stata, ma mancano i tre punti per la tranquillità.

 

 

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