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Fare le barricate in A non serve e anche se la Juve è spenta non si può giocare un secondo tempo sempre e solo dietro, soprattutto quando gli altri spingono. Allegri ha avuto più coraggio di Baroni e lo ha battuto sul tempo.

 

 

Alla fine, però il tecnico toscano si è giocato il tutto per tutto inserendo due punte, ma quando era troppo tardi. Sarà pur vero che la differenza tecnica si è vista, ma la spinta bianconera è stata intermittente e il Lecce non ne ha saputo approfittare. La sterilità offensiva non si può certamente curare con i pochi minuti concessi a Rodriguez, né con i lanci lunghi nella speranza che un rimpallo ti favorisca. Alla fine anche il palo nega il pareggio ai giallorossi.
Eppure il Via del Mare ha fatto il suo, incitando la squadra fino al termine. In effetti, era una delle partite più sentite dal pubblico salentino perché costituisce la classica sfida tra Davide e Golia, ma soprattutto perché è una sfida tra il senso di appartenenza salentino e il tifo per una grande squadra, come la Juventus.
Così il calore del via del Mare tinto di giallorosso, la passione della Nord e il carattere dei ragazzi in campo chiamati a una impresa improba poteva trasformare il sogno in realtà.
Di contro, però, si presentava una Juve rimaneggiata ma anche arrabbiata per gi scarsi risultati ottenuti. Allegri puntava sui giovani Miretti e Soule, mentre Baroni sceglieva Gallo a sinistra, Gendrey a destra e a centrocampo inseriva Blin, unitamente ai confermatissimi Hjulmand e Gonzalez. In avanti spazio a Oudin che tanto bene aveva fatto nel grigiore di Bologna. Il pubblico è quello delle grandi occasioni, il tifo della Nord è incessante e certamente superiore alla minoranza juventina sparsa in vari settori dello Stadio, ma silenziosa e rispettosa.
Il Lecce è ben quadrato in difesa dove Baschirotto e Pongracic controllano Milik, mentre Soule è particolarmente mobile e insidioso.
Il Lecce è rintanato nella sua metà campo, con Hjulmand e Blin molto aggressivi. Strefezza impegna molto Cuadrado, che non può spingere più di tanto. Sulla medesima fascia però Gallo deve vedersela con Soule, molto rapido e sgusciante.
Quando il Lecce supera il centrocampo diviene pericoloso e nei primi 15 minuti confeziona già due corner. La Juve, al contrario, colleziona due cartellini gialli e il gioco si fa rude.
Anche il piccolo Strefezza e il muscoloso Hjulmand tirano fuori i denti.
Le due formazioni non riescono a prevalere e i portieri sono inoperosi.
Gendrey controlla Kostic con puntualità e la Juve non ha sbocchi offensivi, a tal punto che il primo tiro verso la porta lo effettua Cuadrado al 27'.
Al 35' Oudin si sposta a sinistra e Strefezza va a destra. La Juve prende campo nel finale, ma Miretti è Kostic non incidono. Solo quando il centrocampo salentino viene saltato nascono i problemi. La prima occasione della Juve è al 42 su calcio d'angolo con colpo di testa di Gatti a cui risponde Falcone. Il finale è tutto bianconero. Il Lecce però resiste ed il pareggio dei primi 45 minuti è giusto.
Allegri nella ripresa cambia subito Mckennie con Fagioli e la Juventus si presenta subito aggressiva. Al 7' Pongracic si fa saltare e Miretti costruisce una palla gol clamorosa che la Juve spreca. Il Lecce è in vena di regali e Blin, Gallo e Pongracic vanno più volte in panne. La Juve alza i ritmi e il Lecce non riesce più a uscire dalla propria metà campo.
Così Baroni manda in campo Askildsen e Banda al posto di Oudin e Blin.
Il Lecce sembra rinvigorito e nuovamente quadrato in difesa. Allora Allegri chiama in panchina
Miretti per Kean. La spinta bianconera riprende e Milik non è più isolato.
Al 20' Kostic va vicinissimo al vantaggio ma Falcone si supera e con uno strepitoso scatto di reni respinge il tiro.
Al 21' su cross di Cuadrado, Kean sfiora il vantaggio prendendo il tempo a Baschirotto di testa.
Il Lecce appare stanco ma Baroni non cambia confidando sui suoi uomini, senza nemmeno spezzare il ritmo avversario.
La Juve toglie Kostic per Iling Junior, il quale serve subito Fagioli che, dal limite, fa partire un tiro a giro che bacia il palo e finisce in rete. È il 28' minuto e il Lecce sembra spento dalla rete subita. La reazione è flebile e la manovra latita. Finalmente al 36' Baroni inserisce Di Francesco e Colombo per il forcing finale. Qui il Lecce, su angolo, va vicinissimo al pari, ma il tiro di Hjulmand si stampa sul palo al 90'.

 

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