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A Perugia scendeva in campo un Lecce inedito, con diverse novità volute da mister Baroni. Se era scontato il rientro di Lucioni, era soprattutto dalla cintola in su che il Lecce presentava diversi inserimenti.

 

 

Anche tatticamente Baroni sorprendeva e proponeva un 4-2-3-1. Infatti, il bomber Coda veniva coadiuvato centralmente da Rodriguez e lateralmente da Ragusa (a destra) e Listkowski (a sinistra). A centrocampo trovava spazio Blin accanto a Hjulmand, mentre in difesa gli esterni erano Barreca e Calabresi.

L'approccio alla gara dei salentini era propositivo, ma gli umbri lottavano su ogni pallone, rendendo la gara maschia, fisica e frenetica.

I tifosi giallorossi si facevano molto sentire e spingevano la squadra accompagnando le folate offensive con un incitamento costante tanto da sovrastare i tifosi locali.

La squadra salentina era talmente aggressiva da usare con costanza l'arma del fuorigioco nelle retrovie. La strategia funzionava perfettamente, anche se bisognava prestare attenzione negli uno contro uno che vedevano contrapposti Lucioni e Tuia con Olivieri e De Luca.

Il Perugia riusciva a bloccare la manovra giallorossa ancora poco fluida a centrocampo, dove Blin era aggressivo nella fase di non possesso, ma la costruzione del gioco era affidata solo a Hjulmand. Era allora sulle fasce che il Lecce cercava di sfondare, ma Listkowski e Barreca incide vano solo a fasi alterne, mentre Ragusa calamitava più palloni, ma latitava negli assist.

Certamente i leccesi non soffrivano nulla dietro, tanto che Gabriel era chiamato in causa solo per qualche uscita, ma, in avanti, si affidavano a lunghi lanci, dove Coda era ben controllato da Angella e Lisi, e non riusciva nel consueto gioco di sponda a far salire la squadra. D'altra parte, il cambio di modulo, portava lo stesso Coda a cercare più la profondità che a entrare nel cuore del campo per accorciare la squadra.

L'episodio che cambiava la partita, fino a quale momento bloccata, arrivava al 43' quando Kouan, già ammonito, su un calcio di punizione, toccava il pallone con la mano in barriera e veniva correttamente espulso dall'arbitro Santoro.

Il Lecce, dunque, poteva giocare tutta la ripresa con un uomo in più.

Nella ripresa era un'altra gara. Il Lecce però non entrava deciso in campo e la nuova impostazione tattica era un 4-2-4.

Il Perugia era invece persino più intraprendente e Olivieri prima andava vicino al vantaggio e poi, dopo il contropiede fallito da Rodriguez, annotava l'incredibile gol dell'1-0, su una uscita da rivedere di Bleve che aveva sostituito Gabriel. Il Lecce allora cambiava pelle e Baroni trasformava il centrocampo inserendo Majer e Helgason (troppo poco incisivo). Ottimo era l'impatto di Gallo che spingeva moltissimo a sinistra.

Così disposto e subito il gol, il Lecce si buttava in avanti e, proprio sul finire, Hjulmand si procurava il rigore che Coda trasformava. In pieno recupero, era Chichizola a opporsi a Hjulmand, il migliore in campo per i salentini, ma il risultato di parità non arride ai leccesi che non hanno sfruttato la superiorità numerica della ripresa.

Alla fine il punto è strameritato, ma ora contro il Brescia sarà una gara fondamentale per consolidare la classifica che arride alla squadra giallorossa.

 

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