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Not alone” (non da solo). È questa l’iniziativa che la Fondazione Fratelli Tutti, voluta da Papa Francesco, ha lanciato sabato scorso sulla fraternità tra i popoli per sperimentare la gioia della fratellanza tra i popoli.

 

 

 

Il collegamento con otto piazze (oltre piazza San Pietro) per dare un respiro universale. Purtroppo proprio Papa Francesco non ha potuto prendere parte all’evento perché convalescente in ospedale.

Questa iniziativa è un segno forte in un tempo come il nostro caratterizzato da guerre, da distruzioni di territori, di palazzi, di dighe, che generano dolore e morte.

Ha richiamato la presenza di 30 Premi Nobel che si sono incontrati insieme ad alcuni esperti, con lo scopo di lanciare un messaggio di uguaglianza da far sottoscrivere da un 1 miliardo di persone. Cifra importante e simbolica allo stesso tempo.

Un segno concreto e tangibile come quello visto in serata con l’abbraccio sotto il colonnato del Bernini di persone di etnie diverse, segno di chi accoglie e non divide o esclude. I temi della fraternità, dell’uguaglianza sfociano nella pace inglobano anche quelli relativi al cibo. Per tale ragione il Villaggio del cibo su Via della Conciliazione che Coldiretti ha allestito è un privilegio non da poco, dal momento che non era mai avvenuto un evento del genere in questo contesto ricco di fede, di storia, di presenza umana.

Il cibo è oggi una forte discriminante tra popoli che possono e quelli che fanno fatica ad avere il necessario per vivere. Coldiretti da sempre si batte sulla salubrità e sostenibilità del cibo oltre che per la sua piena tracciabilità. Promuove una sensibilità etica proprio legata al cibo, mettendo in guardia nei confronti di sperimentazioni pericolose sul cibo artificiale, che sono accompagnate dalla semplicistica e fasulla idea di far arrivare il cibo alle tante persone che non se lo possono permettere.

Questo dell’accesso al cibo è semmai un obiettivo importante per il bene di chi vive nella nostra madre terra e non se lo può permettere per le condizioni di indigenza in cui la sua esistenza si trascina.

Quello della Coldiretti in Via della Conciliazione è stato per questo motivo anche un Villaggio della solidarietà che sicuramente ha fatto sentire il suo messaggio non solo ai romani e ai pellegrini, ma anche ai presenti nelle otto piazze e a tutti coloro che si sono collegati attraverso la tv e sono sensibili a tali tematiche.

Coldiretti da tempo, è attiva nei confronti delle persone in difficoltà, attraverso i mercati di Campagna Amica, con la spesa sospesa oppure in collaborazione con le varie Caritas diocesane con l’acquisto e offerta dei prodotti per le mense. 

Un segno bello, quasi profetico, da qualche anno sta accompagnando la confederazione attraverso oltre 9mila aziende che con l’agricoltura sociale provano a integrare, accompagnare, sostenere le persone disagiate o disabili attraverso il lavoro nei campi o con il contatto con gli animali (la pet therapy) in collaborazione con le strutture pubbliche socio sanitarie. Oltre 50mila persona affette dalle più diverse patologie provano a riscrivere e a ritrovare la propria esperienza di vita nelle aziende dell’agricoltura sociale associate a Coldiretti.

Ricordiamo e accogliamo l’idea di sottoscrivere anche noi l’appello dei 30 Nobel elaborato con gli esperti della Fondazione Fratelli Tutti. Contribuiamo anche noi a coltivare questo seme della fraternità.

*Consigliere ecclesiasico Coldiretti

 

Forum Famiglie Puglia