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Giovan(ni) Maria Scupola nacque ad Otranto nell’XI secolo. Fin da piccolo coltivò la passione per le arti, e in particolare per la pittura. Fu discepolo della scuola di pittura della sua città, fondata dai maestri bizantini.

 

 

Col tempo, però, lo Scupola si allontanò da tale fucina perché sentì il forte desiderio di spaziare e di trovare la sua strada ed un suo stile. L’attività del pittore d’icone idruntino è documentata ad Otranto con i fratelli Bizamano e si presume che l’artista si trasferì in Italia da Creta all’inizio del XVI secolo.

Le sue opere presentano caratteri neobizantini, con strutture illustrative di chiara lettura narrativa ed evidenti accenti adriatici ed in alcuni casi, sono stati rilevati curiosi legami con la miniatura, anche ferrarese, per le piccole dimensioni ed il segno fortemente grafico, caratterizzato da pennellate sottili e filamentose.

La Pinacoteca nazionale di Bologna possiede due trittici, mentre il museo di Kolmar, in Francia, conserva un trittico firmato con episodi della passione.

Una tavola (cm 64 X50) con “Sedici storie della vita di Cristo”, firmata Ego. Ioanes. Maria Scupola. De Idrynto. Pinxit in Hotratu è conservata presso il Museo provinciale di Bari e datato dalle storiche dell’arte Clara Gelao e Belli D’Elia attorno al 1520, perché la scena con la Deposizione dalla croce è certamente tratta da Raffaello e verosimilmente conosciuta dal nostro artista tramite un’incisione, come ad esempio quella prodotta da Marcantonio Raimondi (1480-1534) nel 1520-1521.

Si segnala infine il trittico con “La crocifissione, la deposizione e San Gerolamo” messo in vendita presso la casa d’aste Christie’s a Londra nel giugno 1987.

 

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