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In occasione del Santo Natale, una riflessione sull’ evento cristiano-pagano conosciuto come il ‘Censimento di Quirinio’.

Per poter parlare di ciò, il dato di partenza è di natura scritturistica ed è preso da Lc 2,1-5: “1In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. 2Questo primo censimento fu fatto quando era governatore della Siria Quirinio. 3Andavano tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua città. 4Anche Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide, dalla città di Nàzareth e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide, chiamata Betlemme, 5per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta

Il Censimento di Publio Sulpicio Quirinio fu disposto dal Governatore Romano Quirinio nelle Province di Siria e Giudea nel 6 d.C., allorquando i possedimenti del Re Erode Archelao(23 a.C. - 18 d.C. Etnarca di Giudea dal 4 a.C. al 6 d.C.) passarono sotto la diretta amministrazione romana, costituendo così la Provincia imperiale della Giudea. Publio Sulpicio Quirinio ricevette l’incarico direttamente dall’imperatore Cesare Augusto.

Nel Vangelo secondo Luca (2,1-2) viene nominato un ‘primo censimento’ di Quirinio realizzato “su tutta la terra” dietro ordine dell’imperatore Augusto, in occasione del quale avvenne la nascita di Gesù a Betlemme, al tempo di Erode il Grande († 4 a.C.). Data la scarsità di fonti storiche relative all’antico medio oriente romano, il rapporto e l’armonizzazione tra l’evangelico ‘primo censimento’ di Quirinio e quello (il secondo?) del 6 d.C. rappresenta per biblisti e storici un problema di difficile soluzione.

Alcuni storici cristiani distinguono due censimenti (uno di essi all’epoca di Erode il Grande), salvando così la storicità del racconto dell’evangelista Luca. La maggior parte degli storici laici e molti di quelli cristiani invece ritengono che Luca abbia erroneamente retrodatato il censimento del 6 d.C., o spostato la nascita a tale epoca, con l’intento di collocare la nascita di Gesù a Betlemme (teologùmeno) anziché a Nàzareth (luogo di residenza di Giuseppe e Maria), mentre altri studiosi sostengono la possibilità di un censimento in due fasi a distanza di anni l’una dall’altra.

L’unico censimento svolto da Quirinio in Giudea di cui si trova notizia in fonti storiche è descritto nell’opera Antichità Giudaiche dello storico giudeo-romano Giuseppe Flavio: “1Quirinio, senatore romano passato attraverso tutte le magistrature fino al consolato, persona estremamente distinta sotto ogni aspetto, giunse in Siria, inviato da Cesare affinché fosse il governatore della nazione e facesse la valutazione delle loro proprietà. 2Anche Coponio, di ordine equestre, visitò la Giudea, fu inviato con lui per governare su di essi con piena autorità. Quirinio visitò la Giudea, allora annessa alla Siria, per compiere una valutazione delle proprietà dei Giudei e liquidare le sostanze di Archelao. 3All’inizio i Giudei, sentendo parlare del censimento delle proprietà, lo accolsero come un oltraggio, gradualmente però acconsentirono, raddolciti dagli argomenti del sommo sacerdote Joazar, figlio di Boeto, a non proseguire nella loro opposizione; così quanti furono da lui convinti dichiararono, senza difficoltà, i beni di loro proprietà”(Antichità Giudaiche, XVIII, 1-3).

Il censimento non è descritto da altre fonti ebraiche o romane, con l’eccezione dell’accenno di At5,37 (“dopo di lui (Tèuda) sorse Giuda il Galileo, al tempo del censimento, e indusse molta gente a seguirlo, ma anch’egli perì e quanti s’erano lasciati persuadere da lui furono dispersi”) e probabilmente della cosiddetta Lapide di Venezia ‘Lapis Venetus’. La sua scoperta risale al 1674 ed è conservata presso il Museo Archeologico della città di Venezia, catalogata come CIL, III, 6687, nella quale si legge il memoriale dell’evento fatto incidere su pietra dal Prefetto Quinto Emilio:

… per comando di Publio Sulpicio Quirinio, condussi un censimento dei 117.000 uomini, cittadini della città di Apamea (in Siria)”. Il testo, senza dati cronologici precisi, sembrerebbe in contrasto con Luca, poiché nell’epigrafe il censimento è comandato da Quirino, mentre in Luca il censimento è emanato da Augusto su “tutto l’Impero”!

Questo reperto archeologico comunque dimostra solo la storicità di un censimento in Siria e nei territori ad essa annessi (nel caso evangelico, la Giudea), riferita dallo storico ebreo Giuseppe Flavio e nella quale si specifica che il legato imperiale di Siria si recò in Giudea per soffocare la grave rivolta popolare contro l’imposizione del censimento tributario.

Un’altra epigrafe latina, trovata a Tivoli (Lapis Tiburtinus) nel 1764, non cita alcun censimento di Quirinio o qualsivoglia riferimento utile per la datazione. Nelle parti frammentarie e illeggibili di questa iscrizione alcuni storici credenti hanno interpolato, ma solo sulla base di congetture e di ipotesi senza solide argomentazioni, il nome di Publio Sulpicio Quirinio. Questa ipotetica identificazione smentirebbe in realtà la storicità del censimento. Ma bisogna ricordare che l’epigrafe è molto frammentaria.

Comunque sull’attendibilità delle informazioni di Giuseppe Flavio si riscontra generale consenso tra gli studiosi moderni.

Secondo il resoconto di Giuseppe Flavio, in occasione dell’esilio imposto da Augusto a Erode Archelao nel 6 d.C. i suoi possedimenti in Palestina (Samarìa, Giudea, Edom) passarono sotto il diretto controllo dell’impero romano e vennero inclusi nella neo-istituita provincia imperiale di Giudea. Coponio fu il primo Governatore (Prefetto) della Provincia. In quell’anno Quirinio venne nominato Governatore (legato) della vicina Siria e Augusto gli impose il compito di censire la Siria e i territori di nuova acquisizione, per “stimare il patrimonio e vendere i beni di Archelao”.

Diversamente dai Censimenti Moderni, nell’Antichità questi rappresentavano l’unico strumento per stimare la ricchezza di un territorio in vista della sua tassazione. Il censimento di Quirinio, che rappresentava di fatto la sottomissione del popolo ebraico a un Governatore straniero e la fine dell’indipendenza nazionale, suscitò malcontento tra i Giudei e scatenò la seconda rivolta di Giuda di Ezechìa o Giuda il Galileo (7 d.C.).

Giuda il Galileo fu maestro religioso, proveniente dalla Galilea come il nome suggerisce, conferì un nuovo fondamento spirituale alla resistenza anti-romana fino a quel momento fallimentare, ancorandola al centro della religione ebraica. Dal comandamento adorare un unico Dio egli dedusse che non era concesso di pagare le tasse all’Imperatore: il paese apparteneva a Dio, il solo che aveva il diritto di trarne profitto.

La sua dottrina continuò ad essere efficace anche molto tempo dopo il crollo la campagna di rifiuto delle imposte. Secondo At 5,37, come riportato sopra, Giuda morì di morte violenta.

Il resoconto di Giuseppe Flavio non chiarisce la natura del censimento, se cioè fosse residenziale o se i Censiti dovessero recarsi nella città di origine. Anche la durata non è specificata, ma è verosimile che si sia svolto tra il 6 e il 7 d.C. A differenza del ‘primo censimento’ evangelico di Lc 2,1-2, avvenuto tra il 12 a.C. e l’anno 0, quello del 6 d.C.(il secondo) fu un censimento locale (Siria e Giudea), non Universale (‘su tutta la terra’), e avvenne 10 anni dopo la morte di Erode il Grande (4 a.C.), antagonista di Gesù-bambino nei Racconti dell’Infanzia di Mt 2.

Per i biblisti più legati alla tradizione, l’accuratezza di Luca nelle questioni storiche (l’evangelista Luca era persona istruita ed esercitava la professione di medico) costituisce un valido motivo per ritenere esatto il suo riferimento a Quirinio quale Governatore della Siria verso l’epoca della nascita di Gesù. Non risulta che il racconto di Luca sia mai stato contestato dagli storici antichi, nemmeno da uno critico come fu il filosofo greco antico Celso (II secolo d.C.).

La maggioranza degli studiosi moderni, sia laici che cristiani, ritiene però infondata questa posizione, e propende per un errore da parte dell’autore del vangelo lucano, anche perché Luca avrebbe scritto il suo vangelo 40 o 50 anni dopo la morte di Gesù, basandosi sui racconti di terze persone senza potere consultare gli archivi.

Oggi altri studiosi ribadiscono la possibilità di un censimento realizzato in 2 fasi a distanza di diversi anni l’una dall’altra, giudicando compatibile il Censimento di Quirinio con la nascita di Gesù. Al di là, comunque, di tutto, Dio è venuto tra noi, ha avuto tempo e coraggio per venire a trovarci.

Allora anche noi siamo invitati a trovare il tempo per accoglierlo nella nostra vita come Egli merita; riceverlo come Colui che, pazzo di amore per l’uomo, geloso delle sue creature, non si stanca mai di cercarle, ovunque esse siano o in qualunque stato si trovino. Non solo l’Altissimo diventa uomo, ma rimane tale: “Svuotò se stesso, assumendo la condizione di servo, diventando simile agli uomini” (Fil 2,7).

Il Natale è quindi il coraggio di Dio di immergersi totalmente nella carne debole, fragile e ferita dell’umanità, facendone il luogo del Suo amore senza limiti.

 

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