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Un incontro e un dialogo sul tema “Convivialità delle differenze. L’eredità di don Tonino Bello a 25 anni dalla scomparsa” titolo degli atti del seminario interuniversitario a cura del prof. Carlo Alberto Augieri, editi da Milella.

Mercoledì 19 febbraio alle 18 presso la sala conferenze del Rettorato dell’Università del Salento saluteranno l’arcivescovo Michele Seccia e Giancarlo Piccinni, presidente della Fondazione ‘Don Tonino Bello’. Interverranno mons. Vito Angiuli, vescovo di Ugento-Santa Maria di Leuca, il rettore Fabio Pollice, Francesco Fistetti, docente dell’università di Bari e Guglielmo Forges Davanzati, docente dell’università del Salento. Moderatore il prof. Domenico Fazio.

Don Tonino Bello non finisce di stupire - afferma mons. Angiuli nella presentazione -. L’ ha fatto durante la sua vita. Continua a farlo anche dopo venticinque anni dalla sua morte. Non solo sul piano della prassi, ma anche su quello più specificatamente culturale. Non potrebbe essere altrimenti, considerando il rilevante spessore spirituale, culturale e pastorale della sua persona”.

Un invito a riflettere e a meditare ancora una volta sull’attualità del messaggio di don Tonino, come sottolineato dai gesti e dalle immagini della visita di Papa Francesco sulla sua tomba ad Alessano.  E così come scrive   il vescovo Angiuli “non ci sarebbe bisogno di aggiungere altro, tanto grande è il loro valore simbolico”.

Profondi e approfonditi interventi del mondo accademico che ci illustrano ‘la convivialità delle differenze’ come ‘principio architettonico del pensiero di mons. Antonio Bello’ come dalla prolusione di mons. Angiuli: “il tema della convivialità è quanto mai affascinante soprattutto se si considera il fatto che l’umanità attuale si trova in una situazione estrema o, per dirla con Jaspers, in una situazione-limite […]. In questa prospettiva bisogna recuperare il senso del limite”. E occorre continua Angiuli “immaginare un mondo diverso in cui ognuno possa essere ascoltato; un mondo nel quale nessuno sia obbligato a limitare la creatività altrui[..]. Un mondo caratterizzato dalla gioia e reciprocità fraterna”.

Un mondo sui passi e sulla testimonianza di don Tonino che del principio della ‘convivialità delle differenze’ ne ha fatto il cuore pulsante del suo messaggio rivoluzionario nel passato, profetico oggi.

 

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