Domani 11 maggio alle 17,30 presso l’aula magna dell’Istituto superiore di scienze religiose “don Tonino Bello” (Issrm) di Lecce avrà luogo l’incontro dal titolo “Comunione. Alle radici dell’umano”, sesto ed ultimo incontro del corso di aggiornamento ecumenico “Koinè del Mediterraneo” organizzato dalla Facoltà teologica pugliese.

 

 

L’incontro, dedicato ai temi dell’etica della comunicazione, del dialogo e delle trasformazioni religiose nell’era digitale, vedrà il gradito ed attesissimo intervento di Adriano Fabris, docente ordinario di filosofia morale e di etica della comunicazione all'Università di Pisa, dove dirige il Centro interdisciplinare di ricerca sulla comunicazione; il professore è anche direttore dell'Istituto ReTe (Religioni e Teologia) presso la Facoltà di teologia dell'Università della Svizzera italiana (Usi) di Lugano, centro internazionale dedicato al dialogo interreligioso e allo studio delle religioni nell'era digitale. Senza, ovviamente, voler entrare nei dettagli ed anticipare ciò a cui si potrà assistere, si può però fin d’ora affermare che sarà di certo motivo di grande onore ed orgoglio per l’Istituto leccese e per l’intera Facoltà pugliese poter dedicare uno spazio ed un tempo all’ascolto di un così alto profilo che unisce, in modo raro, rigore filosofico, sensibilità teologica e sguardo critico sul presente tecnologico: pochi oggi come lui sono attrezzati per leggere la crisi del senso di comunità che attraversa le nostre società. La crisi della fede, delle istituzioni religiose, della coesione sociale… ha per il prof. Fabris una radice comune: ovvero, la confusione tra connessioni e relazioni; tra followers e comunità; tra trasmissione di dati e comunicazione autentica.

Nella sua riflessione, Fabris mostra come alle radici stesse dell'umano, ci sia una vocazione alla koinonia, alla comunione. Non come ideale astratto, ma come struttura antropologica: l'essere umano è tale solo in quanto relazionale, dialogico, aperto all'altro.

La risposta alla crisi non sta nel ritorno a forme di comunità chiuse e rigide, né nell'individualismo digitale, ma nella pratica del dialogo autentico attraverso il quale l'identità di ciascuno non si dissolve ma si arricchisce e si migliora nel confronto con l'altro.

Messaggi - questi e molti altri che il prof. Fabris condividerà - di particolare rilevanza per il contesto ecumenico: l'incontro tra le confessioni cristiane e il dialogo interreligioso, infatti, non sono questioni "religiose" in senso ristretto, ma espressione di una vocazione profondamente umana.

Un appuntamento ed un’occasione assolutamente da cogliere e da non lasciar sfuggire.

 

 

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