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La custodia e la bellezza del creato sono stati i temi principali della seconda e ultima giornata del corso di formazione per l’aggiornamento dei docenti di religione cattolica della Diocesi di Lecce (22-23 gennaio 2019, presso l’aula del Liceo Scientifico “Banzi Bazoli” di Lecce).

Le riflessioni sono state guidate da don Sebastiano Pinto, docente di Sacra Scrittura all’Università Gregoriana in Roma, e dal prof. Carlo Alberto Augieri, docente dell’Università del Salento.

La creazione, come racconta il libro della Genesi, è frutto della volontà di Dio che ha creato il mondo per amore e nella libertà, come ha affermato nel suo intervento iniziale don Sebastiano:

«Il mondo trae origine dalla libera volontà di Dio, il quale ha voluto far partecipare le creature al suo essere, alla sua saggezza e alla sua bontà. Dio ha creato  l’universo per eccedenza d’amore, per avere qualcuno di fronte a sé cui fare i suoi doni meravigliosi».

La natura, continua il biblista,  non è consegnata al dominio dell’uomo, ma è data solo in custodia all’uomo, come dono affidato alla sua responsabilità, e l’uomo, creato a immagine di Dio, deve custodire il mondo creato bello e buono nel suo esistere e nella sua finalità.

Nel libro di Genesi - come racconta l’autore biblico - da un caos senza vita si giunge ad un cosmo fecondo. Per sei volte risuona la frase: «Dio vide che era cosa buona». Per l’uomo e per la donna, il testo sottolinea: «Dio vide che era cosa molto buona». Il termine ebraico tov, utilizzato per esprimere la meraviglia del creatore, ricopre entrambi i significati di bello e di buono, a significare che bontà e bellezza sono costitutive della creazione.

Il tema della bellezza è stato ripreso dal prof. Augieri, che nel suo intervento ha sottolineato come la visione del creato diventi un’epifania della bellezza: «La creazione è un’esperienza di stupore che sorprende, come quando ci troviamo di fronte a qualcosa “altro da noi” che, venendoci incontro, ci interroga, ci interpella. È fonte di meraviglia, occasione di lode, in cui gioiamo della bellezza di un oggetto che si porge alla nostra visione. La creazione diventa occasione di contemplazione, che invita a una risposta».

Al temine di questo corso, ecco il messaggio che i docenti di religione porteranno nel loro lavoro quotidiano: “Riconoscere la creazione come opera di Dio è il primo passo per un’autentica custodia del creato, è una vera e propria vocazione. Prendersi cura del creato è un’esigenza della vita cristiana, una responsabilità che occorre assumere a livello individuale e collettivo”.

Si ringrazia Tonio Rollo per il servizio fotografico

 

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