Il solenne pontificale di Pasqua di ieri mattina, in cattedrale, è stato l’ultimo atto della Settimana Santa vissuta con l’arcivescovo Michele Seccia.
“’Cristo mia speranza è risorto e ci precede in Galilea’. Esultiamo fratelli e sorelle, per l’annuncio che testimoni autentici ci hanno trasmesso”.
Intenso il pensiero omiletico dell’arcivescovo Michele Seccia ieri sera in cattedrale durante l’Azione liturgica del Venerdì Santo al termine della proclamazione del vangelo della passione secondo Giovanni.
“Signore, tu lavi i piedi a me?”. Con questa domanda di Pietro al Maestro, l’arcivescovo Michele Seccia ha aperto l’omelia della Messa “in coena Domini” presieduta dal presule nella cattedrale di Lecce.
“Non siamo qui per adempiere a una tradizione e nemmeno perché alla fine porteremo i ramoscelli benedetti - gesto semplice, altrettanto significativo e pacificante… -. Oggi siamo qui per fare esperienza diretta dell’amore del Signore”.
Un padre che ha da donare dei consigli preziosi ai suoi figli. Sì, questo è l’arcivescovo Michele Seccia che, alle soglie della Settimana Santa, ringraziandoli uno ad uno per lo zelo con cui vivono il loro ministero, ha voluto scrivere ai suoi amati sacerdoti “per rammentarvi alcuni appuntamenti che meglio ci prepareranno a vivere il Triduo Santo del Signore Crocifisso e Risorto per la nostra Salvezza” (LEGGI).