Il Qohèlet osserva che «c’è un tempo per tacere e un tempo per parlare». Sperimentando “la solitudine dei nativi digitali” (titolo di un recente testo di Giuseppe Riva), possiamo, però, avere addirittura paura del silenzio. Di internet, in verità: precisa la cyberpsicologia.
Nella Lettera Pastorale Ascolta popolo mio, l’arcivescovo mons. Michele Seccia tratta il tema della sinodalità e immediatamente dopo quello della missionarietà.
“Siamo pronti per entrare e rimanere per quaranta giorni nella ‘palestra’ dello spirito?”. È questa la domanda che l’arcivescovo Michele Seccia ha posto ieri sera ai numerosi fedeli presenti in cattedrale durante l’omelia della messa di inizio quaresima e prima del rito dell’imposizione delle ceneri.
Anche questa volta l’arcivescovo Michele Seccia - come già fatto all’inizio dell’Avvento, altro “tempo forte”, e come succede in occasione delle solennità liturgiche come il Natale o il primo dell’anno o per altre giornate significative della vita diocesana – ha scelto il portale diocesano dell’informazione e la sua web tv per inviare alla Chiesa di Lecce il Messaggio per la Quaresima 2019.
Un protocollo d’intesa tra la Regione Puglia e le Chiese di Puglia che in sostanza riconosce “gli oltre mille oratori pugliesi - sono parole del presidente Michele Emiliano - e il loro ruolo insostituibile nella coesione della società".
Ogni battezzato è chiamato a essere Popolo di Dio, in una relazione molto diversa dalle altre aggregazioni terrene, spesso caratterizzate da atteggiamenti di dominio e dalla forza del potere.