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Anche la Chiesa di Lecce, ieri sera, XXIX domenica del tempo ordinario, ha dato inizio alla fase diocesana del sinodo dal basso voluto da Papa Francesco e avente per titolo "Per una Chiesa sinodale. Comunione, partecipazione, missione".

 

 

 

La solenne concelebrazione eucaristica di avvio di questo tempo di grazia è stata presieduta dall'arcivescovo Michele Seccia, concelebrata dal vescovo Cristoforo Palmieri e dal presbiterio diocesano e religioso ed è stata trasmessa in diretta su Portalecce e Telesalento (GUARDA).

Nella sua omelia mons. Seccia ha voluto, per di più, sottolineare l'importanza del Sinodo che ieri ha visto il suo incipit e che diviene spazio vitale in cui ogni battezzato deve far udite la sua voce.

Incisive le sue parole: "grande è l’importanza di questo percorso sinodale che, nelle intenzioni del Papa, intende coinvolgere tutti i battezzati, affinché, docili alla voce dello Spirito Santo, possano prendere parte attiva nel cammino. È una novità sostanziale quella voluta da Papa Francesco, su cui vale la pena riflettere tutti: tutti noi, ciascuno secondo il proprio ruolo, siamo chiamati a cercare il bene della Chiesa, in ascolto dello Spirito, per camminare nella storia, in questa nostra storia".

Seccia, dal canto suo, non ha mancato di volgere lo sguardo alla diocesanitá dell'evento sinodale come spazio in cui ogni credente deve far emergere il modo in cui vede, sogna, progetta e serve la Chiesa.

Ha detto: "la novità di questo sinodo, che è un organismo già esistente dal Vaticano II e a cui partecipano i vescovi per aiutare il Papa nel governo della Chiesa, è proprio la fase diocesana e continentale, che comporta che anche il popolo di Dio possa esprimersi. Mi sembra un’occasione importante per la nostra Chiesa locale, già impegnata nel Giubileo Oronziano, per far crescere la comunione, la partecipazione e la missione, come è indicato nel titolo del cammino sinodale. È un processo che mira a far emergere anche la voce di tutti i credenti, clero e laici, il modo in cui essi vedono la Chiesa, i suoi problemi, quali tematiche ritengono si debbano affrontare con urgenza per rispondere ai segni dei tempi".

Il cammino sinodale è, al dir del presule, un lavoro di squadra che necessita della capacità di sapersi ritrovare spesso insieme per pregare, studiare, leggere, e valutare ambiti della pastorale quali la catechesi, la famiglia, la liturgia e la pietà popolare che desiderano essere ripensati al fine di essere espressione di una Chiesa aperta ai segni dei tempi.

Ancora Seccia: "sarà per noi Chiesa di Lecce un cammino di corresponsabilità, di discernimento e di ascolto. Ciò implicherà la necessità di convocare più spesso tutti gli organismi di partecipazione (consiglio pastorale parrocchiale, consiglio per gli affari economici, responsabili di gruppi, movimenti e associazioni), in modo tale che la comunità intera possa riflettere sulle più urgenti aree e tematiche pastorali che, proprio nel sinodo, si intendono affrontare. In particolare, mi riferisco al rinnovo dell’annuncio e della catechesi, al grande tema della famiglia, alla necessità di rianimare la liturgia e la pietà popolare, e alla testimonianza coerente nella carità da rilanciare in ogni ambiente".

Lo stile sinodale, infine, è stile di comunione non soltanto di coloro che credono, ma anche di quanti per vari motivi vivono la Chiesa un modo periferico e che, ugualmente, con il loro contributo e la loro riflessione divengono occasione autentica di crescita e di impegno al cambiamento alla luce dello Spirito, agente principale del cammino ecclesiale.

Ha concluso l'arcivescovo: "è intenzione della Chiesa in uscita porsi in ascolto dei bisogni e delle necessità anche di coloro che, pur essendosi allontanati dalla frequentazione della parrocchia, si sentono ancora chiamati a vivere concretamente il Vangelo della vita e dell’amore, sebbene talvolta non trovino nella Chiesa quella sorgente di fede, di comunione e carità che attira a Cristo, redentore dell’uomo. Consapevoli che la buona riuscita del nuovo percorso voluto da Papa Francesco dipende dalla sensibilità e dall’impegno di ognuno di noi, mi sento in dovere di richiamare tutti alla responsabilità, affinché questo tempo di riflessione, di rinnovamento e di grazia non vada sprecato. Iniziamo allora tutti insieme a vivere il sinodo, già da stasera, in questa fase diocesana segno di quell’autentica ed effettiva comunione voluta e desiderata dal Papa".

Forte di tali sentimenti, pertanto, la Chiesa di Lecce ha invocato lo Spirito perché, alla sua presenza e sotto la sua assistenza iniziasse un tempo proficuo di lavori volti a fare della famiglia ecclesiale il volto più bello della comunione, della partecipazione e della missione.

Racconto per immagini di Arturo Caprioli.

 

 

 

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