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È stato il Natale dell’Hospice di San Cesario, quello dello scorso 23 dicembre, giorno in cui come tradizione ha visto l’arcivescovo Michele Seccia recarsi per porgere una parola di speranza e sollievo per tutti coloro che sono ricoverati nella struttura, di sostegno per tutto il personale medico e assistenziale, di incoraggiamento ai familiari dei pazienti.

«Ringrazio di cuore mons. Seccia per la visita, segnale di vicinanza e di conforto agli ospiti e al nostro personale, in una giornata dal forte valore simbolico. L'Hospice- ha sottolineato il direttore Vincenzo Caroprese nell’accogliere l’arcivescovo -  è la struttura territoriale che si integra con la rete delle cure palliative domiciliari per dare assistenza e sollievo alle persone con patologie non curabili che si avvicinano al fine vita, facendosi carico non solo degli aspetti di sollievo dal dolore ma anche del vissuto emotivo di ciascuna famiglia, attraverso l'apporto di diverse figure professionali e dei volontari dell’associazione “Il mantello di San Martino” i quali continuano a sostenere tutti con le molteplici iniziative ”.

Poi la messa alla presenza dei parenti, degli operatori e dei diversi volontari. “In questo luogo, il messaggio del Natale ci sta tutto - ha detto mons. Michele Seccia - è un invito alla speranza che Gesù ci ha rivolto venendo al mondo in una notte, dentro una grotta, nei momenti bui della nostra vita. Il mio augurio di Natale - ha concluso - per ciascuno di voi e per le persone di cui vi prendete cura, è  che non manchi mai l’unione nella sofferenza perchè possiate fermarvi guardare queste persone nella loro fragilità e pensare a quella di Gesù Bambino, Dio fatto piccolo e fragile per tutti noi”.

La serata si è conclusa con la visita dell’arcivescovo ai pazienti, portando loro l’immagine di Gesù Bambino.

 

 

 

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