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Una comunità in cammino sui passi del pane eucaristico. Si può riassumere così la solennità del Corpus Domini a Lecce. “Non un gesto simbolico - ha detto l’arcivescovo Michele Seccia al termine della processione ringraziando i presenti per la devota e numerosa partecipazione - ma la processione eucaristica è testimonianza della presenza viva di Cristo nelle nostre comunità, nelle nostre famiglie, in ogni credente”.

 

Poi, dal sagrato della cattedrale, in ginocchio davanti all’ostensorio, prima della solenne benedizione eucaristica finale una lunga preghiera di adorazione nella quale mons. Seccia si è fatto interprete delle invocazioni più urgenti della nostra terra. Ecco il testo integrale.

Abbiamo camminato con te, Signore. Ti abbiamo adorato per strada. Per strada, come ci hai insegnato tu che, attraversando le vie polverose della Palestina, hai dato un senso nuovo alla vita di ogni uomo che hai incontrato e ha scelto di mettersi alla tua sequela.

Abbiamo attraversato con te le vie di questa città ricca di bellezza, traboccante di storia e di arte. Abbiamo ammirato i palazzi, le chiese, i monumenti che ci raccontano la laboriosità di questo popolo che ancora oggi raccoglie un’eredità di fatica, di sacrifici, di impegno ma anche di cultura, tradizione, di cristianesimo. Di speranza.

Signore, se oggi siamo qui a lodarti e ad adorarti, gran parte del merito va a chi ci ha lasciato questo tesoro di fede e di grazia. A Oronzo, il fondatore di questa Chiesa. Che, abbracciando il tuo santo vangelo, ha consegnato questa terra alla tua grandezza e alla tua misericordia.

Lo dobbiamo alla lunga schiera di santi che come te hanno scelto la strada come spazio ideale per vivere le beatitudini. Da Irene a Giusto e Fortunato, da Bernardino Realino a Filippo Smaldone, da Luigia Mazzotta a Giuseppe Ghezzi, da Nicola Riezzo fino a Santina De Pascali. A tutti quei “santi della porta accanto”, sacerdoti e laici che nel silenzio, nella preghiera e nella testimonianza della carità ancora oggi ci indicano la via: il tuo corpo e il tuo sangue che qui, stasera, riconoscenti per il dono eterno che ci hai fatto con l’eucaristia, contempliamo e ringraziamo.

Davanti a te, nella lode e nell’adorazione, hanno attinto e hanno imparato a seguirti. Davanti a te, in preghiera, hanno compreso che il sacramento del pane e del vino non è una liturgia sterile che si ripete ogni volta che eleviamo l’ostia e il calice. Ma un sacramento, un segno vivo, reale, efficace e fecondo della tua presenza perenne in mezzo a noi. Soprattutto, hanno compreso che l’eucaristia non si esaurisce sull’altare. Ma che - come è stato per Te – ha la sua naturale e spontanea continuazione nel gesto del grembiule, nel gesto del servizio, nel gesto di misericordia che porta a compimento il sacramento.

Ce l’hai insegnato tu, Signore: l’eucaristia è dono di sé, è servizio all’uomo di ogni tempo, è carne che si fa verbo, vita vissuta secondo il vangelo, testimonianza e martirio. Per questo, Dio della vita donata per amore fino alla morte di croce, stasera siamo qui per lodarti e ringraziarti. Aiutaci a comprendere e ad accettare che nulla può essere senza il dono, nulla senza il calvario, nulla senza la croce.

Ti preghiamo, stasera, ad una sola voce e con un solo grande cuore. Benedici e proteggi le nostre famiglie: tornino ad essere vere scuole di preghiera e di vangelo. Assisti i genitori ad essere collaboratori autentici della vita fin dal suo nascere e testimoni prima che maestri, modelli autentici per i loro figli. Perdona i nostri errori di Chiesa e le nostre omissioni verso il sostegno all’educazione, al rispetto della sacralità dei piccoli, alla cura dei disabili, degli ammalati e degli anziani. Fa che la Chiesa di Lecce diventi davvero una sola grande famiglia.

Ti preghiamo stasera per i nostri giovani. Tornino ad attingere speranza alla vera fonte di vita e imparino a costruire il loro futuro su solide basi, sui valori che, da soli, garantiscono scelte giuste e coraggiose. Fa che continuino a credere nella ricchezza di questa terra e ad amarla come madre che non tradisce. Per questo, ti preghiamo anche perché chi ci governa e ha responsabilità politiche lavori senza interessi di parte per creare le condizioni perché i nostri ragazzi non scappino ma costruiscano il nostro e il loro futuro a cominciare da qui. Ne abbiamo davvero bisogno, Signore.

Come abbiamo bisogno che anche la creazione, che tu hai reso perfetta, torni a vivere: il flagello della xylella, la piaga dell’inquinamento, il continuo deturpamento dell’ambiente… tolgono respiro, affievoliscono la speranza, chiudono le porte al futuro. Tu che hai creato e amato la terra aiutaci a comprendere che la natura è un dono da amare e da rispettare.

Ti affido i miei e i nostri sacerdoti. Facci essere uomini che pregano, che non interrompano mai il legame sacramentale che ci unisce a te. Facci consapevoli sempre del dono che hai messo nelle nostre mani e della grazia che ci hai affidato e che ogni giorno attingiamo dalla celebrazione eucaristica. Facci essere uomini di servizio, col grembiule sempre ai fianchi e il catino in mano. Mai stanchi di amare i nostri poveri senza arrenderci mai. Per me e per tutti noi ti chiedo con insistenza il dono della comunione, condizione per essere Chiesa che ascolta, Chiesa che cammina, Chiesa che vive la carità come regola d’oro di ogni passo.

Infine ci uniamo tutti con te in un grande abbraccio di solidarietà e di amore per tutti i nostri poveri: sono tanti Signore ma, sono la vera ricchezza della Chiesa di Lecce che spende tante energie in carità. Non è un sacrificio Signore averli in mezzo a noi: siamo una Chiesa felice quando accogliamo il migrante, portiamo sostegno ai detenuti, ascoltiamo le persone sole, disperate, incapaci di scorgere la luce. Guidaci e aiutaci a non stancarci mai di servirti nel corpo e nell’anima dei nostri poveri.

Infine, professando la nostra fede nella tua presenza reale, vera e viva ti chiediamo di benedirci, di preservarci da ogni male e di condurci alla vita eterna. Amen.

 

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A cura dell’Associazione “Italia Nostra”

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