Ieri sera Magliano si è vestita a festa. Le strade, le piazze, le luci e i volti della gente hanno fatto da cornice a una celebrazione che ha avuto il sapore delle occasioni importanti, quelle che una comunità custodisce nella memoria e nel cuore.

Nel pieno dei festeggiamenti patronali per la Madonna dell’8 settembre, la comunità parrocchiale di Maria Ss. Assunta ha vissuto un momento bello e commovente: l’accoglienza ufficiale di don Alessio Seconi, chiamato a svolgere il ministero di amministratore parrocchiale. Un nuovo pastore per una comunità che, proprio attraverso questo passaggio, è stata invitata a riscoprire ancora una volta il significato profondo dell’essere Chiesa.
La celebrazione, presieduta dall’arcivescovo Angelo Raffaele Panzetta nella festa della Natività della Beata Vergine Maria – colei che nasce dalla discendenza di Abramo, dalla tribù di Giuda e dalla stirpe del re Davide – ha assunto così un significato ancora più intenso: nella festa di Maria, Madre della Chiesa e modello di ogni vocazione, una comunità ha accolto il suo nuovo pastore.
Accanto all’arcivescovo e a don Alessio hanno concelebrato il vicario generale, don Vito Caputo, e diversi sacerdoti provenienti dalle diverse parrocchie dei paesi vicini e non solo. Il servizio liturgico è stato curato dai ministranti della comunità guidati da don Francesco Pesimena, coadiuvato dai due seminaristi di Squinzano, mentre i canti sono stati affidati al coro parrocchiale.
A rendere ancora più familiare e intensa la serata è stata la presenza di Mirella e Bernardo, genitori di don Alessio, arrivati dall’Abruzzo per essere accanto al figlio in un momento così importante della sua vita sacerdotale. La loro presenza ha aggiunto alla celebrazione una nota di particolare tenerezza: dietro il sacerdote che oggi assume una nuova responsabilità pastorale ci sono una famiglia, una storia, un cammino umano e vocazionale che hanno contribuito a condurlo fin qui. Sono arrivati dalla sua terra d’origine per condividere con lui la gioia di questo nuovo inizio, quasi a creare un ponte tra l’Abruzzo, terra delle sue radici, e Magliano, la comunità che da ieri sera è chiamata ad accoglierlo e accompagnarlo. Un abbraccio familiare che si è idealmente allargato all’intera comunità parrocchiale.
Ma accompagnare un nuovo sacerdote - o, in questo caso, un nuovo amministratore parrocchiale - dentro la sua comunità non significa semplicemente celebrare un avvicendamento. Nella Chiesa un passaggio di questo tipo non è mai un cambio di persone paragonabile a quello che può avvenire in un’azienda o in un ufficio comunale. È qualcosa di molto diverso. È un dono. È un dono di grazia e di benedizione che viene da Dio.
E proprio in questa prospettiva si è collocata l’omelia dell’arcivescovo (IL TESTO INTEGRALE), che ha indicato alla comunità il senso autentico del cammino che ora comincia. “Una parrocchia esiste con questa unica grande finalità - ha ricordato mons. Panzetta - aiutare tutti a vivere secondo il battesimo, realizzare il proprio percorso di santificazione”. Parole che riportano al centro ciò che una comunità cristiana è chiamata a essere: non semplicemente un insieme di persone che condividono uno spazio, delle tradizioni o delle celebrazioni, ma una famiglia di battezzati che cammina insieme verso il Signore. E in questo momento di passaggio l’arcivescovo ha voluto anzitutto rivolgere un sentito ringraziamento a don Rodny Mencomo Bolivar Ureña per il ministero svolto nella comunità. “Sento dal cuore la necessità di dirgli grazie per quello che ha operato nella comunità - ha detto il presule -. Sono certo che lui ha dato il meglio di sé, di quello che poteva dare, di quello che sapeva dare, perché questa comunità camminasse nelle vie di Dio”. Un grazie che non chiude una storia, ma la consegna alla memoria riconoscente di una comunità, mentre se ne apre una nuova.
Poi lo sguardo dell’arcivescovo si è posato su don Alessio, giovane sacerdote alla sua prima esperienza di guida di una comunità. “Sono felice di poter avere a disposizione un altro presbitero giovane che prende in mano le sorti di questa comunità”, ha affermato, sottolineando come egli porterà con sé “tutto l’entusiasmo della sua giovane età, tutta la freschezza della sua formazione” e le forze che il Signore gli dona. Ma, ha ammonito con chiarezza, nessun sacerdote, per quanto preparato e generoso, può guidare una comunità senza essere accolto.
“Il miglior presbitero di questo mondo non potrebbe guidare una comunità se non fosse accolto”. Da qui l’invito forte rivolto alla comunità di Magliano: accogliete don Alessio come un dono del Signore. Un invito che si è trasformato quasi in una consegna: camminare insieme, avere cura gli uni degli altri, mettere da parte ciò che divide per riscoprire ciò che unisce. Perché, ha sottolineato mons. Panzetta, uno dei grandi mali del nostro tempo è l’individualismo. Un “io” che rischia di diventare ingombrante, mentre il “noi” diventa sempre più difficile da pronunciare. Una frase che racchiude il cuore della serata: don Alessio non arriva semplicemente a “fare il parroco”, ma entra in una comunità nella quale è chiamato a camminare, servire e lasciarsi accompagnare. E la comunità, allo stesso tempo, non riceve soltanto un sacerdote: riceve un fratello e un pastore con il quale condividere il cammino della fede.
“Sono certo che in questa esperienza tu darai il meglio di te - ha detto l’arcivescovo rivolgendosi direttamente a don Alessio -, non lesinerai forze, energie, entusiasmo, tutto quello che il Signore ha messo nel tuo cuore, ma io sono certo che qui riceverai in affetto, in disponibilità e in grazia molto più di quello che darai”. Parole che hanno toccato il cuore della comunità, perché in esse c’è anche il senso di ogni vera esperienza pastorale: il sacerdote si dona, ma nello stesso tempo riceve; serve, ma viene a sua volta sostenuto; accompagna, ma si lascia accompagnare.
Al termine della celebrazione, la lettura della nomina da parte di don Vincenzo Martella, cancelliere arcivescovile, ha ufficializzato l’inizio del nuovo ministero. Poi è stato il momento di don Alessio. Nel silenzio e nella solennità di un momento particolarmente intenso, il nuovo amministratore parrocchiale ha voluto affidare a Maria Santissima la sua persona e il suo essere sacerdote. Un gesto semplice e insieme profondissimo: mettere nelle mani della Madre il proprio cammino, il proprio ministero e la comunità che da oggi gli viene affidata. Nel suo intervento non è mancato il grazie alle comunità parrocchiali che lo hanno accolto e accompagnato negli anni del suo ministero sacerdotale. Un pensiero particolare è andato a Squinzano, dove don Alessio ha svolto per quattro anni il servizio di vicario parrocchiale, e a tutte le persone incontrate lungo il cammino. Un grazie rivolto anche al sindaco e a quanti hanno contribuito, in modi diversi, a rendere questo momento una vera festa della comunità.
Ieri sera Magliano non ha semplicemente accolto un nuovo sacerdote. Ha accolto un dono. E ogni dono, per essere davvero tale, chiede di essere custodito, accolto e fatto fruttificare. Ora comincia un nuovo tratto di strada. Ci saranno giorni facili e giorni più impegnativi, gioie da condividere, fatiche da attraversare, volti da incontrare e storie da ascoltare. Ma una cosa è certa: don Alessio non camminerà da solo. Camminerà con una comunità e la comunità camminerà con lui. Sotto lo sguardo di Maria Santissima Assunta, nel giorno della sua natività, Magliano ha pronunciato ieri sera il suo più importante “noi”. Un noi fatto di fede, di accoglienza, di gratitudine e di speranza. Un noi affidato al Buon Pastore, perché sia Lui a guidare i passi di questa comunità e del suo nuovo pastore.
Racconto per immagini di Arturo Caprioli.

