Ventuno nuovi testimoni nella Chiesa di Lecce hanno ricevuto ieri mattina il sigillo dello Spirito Santo per la preghiera e l’invocazione del Paraclito da parte dell’arcivescovo Angelo Raffaele Panzetta che, a pochi giorni dalla solennità dei Santi Oronzo Giusto e Fortunato, ieri mattina ha presieduto la concelebrazione eucaristica della XXI Domenica del tempo Ordinario.

Hanno concelebrato con lui don Vito Caputo, don Gerardo Ippolito e don Antonio De Nanni. Ha guidato il servizio liturgico prestato dai seminaristi della diocesi, il maestro delle celebrazioni episcopali, don Mattia Murra coadiuvato da don Francesco Pesimena e da don Alberto Taurino.
“Quello che è accaduto nella prima Pentecoste - ha detto l’arcivescovo nell’omelia (IL TESTO INTEGRALE) prima di passare al commento delle letture proposte dalla liturgia - in modo misterioso ma reale si compie qui in mezzo a noi oggi. Nella prima Pentecoste i credenti erano a porte chiuse e paralizzati dalla paura, temendo di fare la stessa fine del Maestro”.
“Lo Spirito Santo è arrivato e ha cambiato la comunità - ha spiegato Panzetta -. Quella comunità è diventata una comunità a porte aperte. Quella comunità è diventata una comunità coraggiosa, che è andata in tutto il mondo per annunciare il Vangelo. Noi siamo certi che il fuoco dello Spirito Santo, entrando nella vita di quelli che stanno per ricevere il sacramento, la cambierà profondamente. Perché lì dove arriva lo Spirito di Dio arriva vita nuova. Lì dove arriva lo Spirito di Dio porta conversione. Lì dove arriva lo Spirito di Dio nasce il desiderio della missione e di una vita apostolica”.
Riflettendo sulla seconda lettura il presule ha consegnato ai cresimandi alcuni compiti: “Alcuni di voi ricevono questo sacramento perché hanno nel cuore una lunga militanza dentro la formazione cristiana. Altri tra voi hanno, magari, abbandonato il cammino della fede per tanti anni e ora, in questo sacramento, hanno la possibilità di riaffacciarsi nella comunità cristiana, di riassaporare la gioia del sacramento della riconciliazione, la gioia da adulti di poter dire sì a Dio. Ritengo che anche in questo caso dovremmo dire che Dio è grande. Egli utilizzerà nel migliore dei modi questa possibilità che gli date per parlare al vostro cuore. Mi permetto di suggerirvi questo: date occasione allo Spirito Santo per diventare protagonista della vostra vita, per diventare coprotagonista della vostra vita. Se gli darete le chiavi e il volante della vostra vita, vi guiderà. Egli diventerà il navigatore satellitare della vostra vita”.
E ha chiosato: “Quello che è sui nostri smartphone o installato sulle nostre autovetture ogni tanto ci porta in strade secondarie, difficili da attraversare. Ma lo Spirito Santo non sbaglia un colpo. Vi accompagnerà sempre nella volontà di Dio. E facendovi sperimentare continuamente la pratica della fedeltà alla volontà di Dio, diventerà protagonista della vostra felicità. Perché Dio questo vuole da voi, che siate felici. E sarete felici e liberi nella misura in cui vi aprirete al suo disegno di salvezza”.
Poi applicando ai giovani cresimandi il brano del Vangelo che ha raccontato la confessione di Pietro sulla vera identità di Gesù Cristo, il Figlio di Dio, ha aggiunto: “Anche voi siete qui per dire davanti alla comunità che per voi Gesù è il Messia, che per voi Gesù è il figlio di Dio. E Gesù di fronte a questa affermazione di fede così bella, così forte, così piena… attribuisce a Pietro una responsabilità sulla roccia che è la tua vita, sulla roccia che è la tua professione di fede. Costruirò, stabilirò il mistero della Chiesa”.
“Mi piacerebbe soffermarmi su questa fiducia di Gesù. Voi pensate che Gesù non conoscesse Pietro? Voi pensate che Gesù non sapesse che Pietro era un uomo incostante, era di facile entusiasmo e propenso al tradimento? Voi pensate che Gesù non sapesse? Mi piace pensare che Gesù, nonostante tutto questo, abbia scommesso su Pietro, gli abbia dato fiducia. Non c'è modo più bello per aiutare le persone a crescere che dare fiducia. […] Mi piace pensare, fratelli e sorelle, che oggi il Signore Gesù dia a voi la stessa fiducia. Lui vi conosce. Vi conosce dall'interno. È Lui che vi ha fatti. Conosce i vostri pregi, i vostri limiti, le vostre fragilità, eppure scommette su di voi. Vi affida il dono dello Spirito per abilitarvi a essere nel mondo discepoli suoi”.
“Noi siamo certi, fratelli e sorelle - ha proseguito il pastore della Chiesa di Lecce -, che questo mistero, nella grazia dello Spirito, alimenterà le vostre vite. Ma mentre siamo qui per celebrare il sacramento della Cresima, anche noi, cresimati da lungo tempo, dovremmo un po' riflettere su questo dono. Alcuni di noi, adulti, che abbiamo ricevuto la Cresima tanti anni fa, non ci ricordiamo nemmeno il giorno in cui l'abbiamo ricevuta. Ricordiamo le date degli scudetti della nostra squadra del cuore. Ricordiamo le date dei mondiali - perché prima partecipavamo ai mondiali - e qualche volta li abbiamo pure vinti. Però non ricordiamo delle date importanti della nostra vita, il giorno della nostra Cresima”.
“Noi adulti - ha concluso l’arcivescovo -, che oggi guardiamo con gratitudine a questi giovani adulti che ricevono la Cresima, chiediamoci anche che ne abbiamo fatto del dono dello Spirito, che ne abbiamo fatto del dono della nostra Cresima. Stiamo vivendo in sintonia con i doni dello Spirito? Quando ci facciamo domande così importanti, ci accorgiamo che sempre dobbiamo crescere, sempre dobbiamo convertirci per sintonizzarci ai desideri di Dio”.

Racconto per immagini di Arturo Caprioli.

