“Per comprendere adeguatamente il mistero mariano che abbiamo sotto gli occhi, dobbiamo guardare alla Pasqua di Cristo”.

Sono parole dell’arcivescovo Angelo Raffaele Panzetta all’inizio dell’omelia (IL TESTO INTEGRALE) della messa presieduta in cattedrale ieri mattina, solennità di Maria SS.ma Assunta in cielo, titolare della chiesa madre della diocesi, e trasmessa - per la regia di Padre Gianni Epifani e il commento liturgico di Orazio Coclite - in diretta da Rai Uno (RIVEDI).
“Ciò che è accaduto nel Signore risorto - ha proseguito il pastore commentando le ragioni teologiche della festa mariana -, ovvero la sconfitta della morte e il trionfo della vita, manifesta oggi i suoi effetti salvifici anche su Maria, che non è abbandonata nell'annientamento della morte, ma è stata resa partecipe della vita eterna e della comunione piena con Dio”.
Hnno concelebrato con l’arcivescovo, don Vito Caputo, parroco della cattedrale e vicario generale della diocesi e don Andrea Gelardo, segretario particolare dell’arcivescovo. Diaconi, don Enrico De Leo e don Giuseppe Ferraro. Don Mattia Murra - coadiuvato da don Francesco Pesimena e da don Alberto Taurino - ha guidato il servizio liturgico prestato dai seminaristi della diocesi. La celebrazione è stata animata dal coro diocesano diretto dal maestro Ines Gravili con all’organo il maestro Carlo Chirizzi.
“Ci sono tanti aspetti di questa storia di salvezza - ha spiegato l’arcivescovo - che impattano sulle nostre esistenze, ma penso di poter dire sinteticamente che quanto Dio ha operato nella Vergine Santa ci offre una grandissima iniezione di speranza che nasce da una duplice considerazione”.
La prima riflessione: “Dio è il futuro dell'uomo. Guardando il destino ultimo di Maria comprendiamo che nel mistero di Dio vi è uno spazio aperto per l'uomo, e all'interno di questo spazio l'uomo trova finalmente una ospitalità definitiva. Il Signore, infatti, è il nostro porto ultimo. Al termine della nostra navigazione non cadremo nel nulla, perché saremo introdotti nel cuore aperto di Dio che ci attende con amore”. Questa consapevolezza piena di fiducia ci fa camminare nel mondo protesi verso un appuntamento che è reso gioioso dal sapere che siamo attesi da Dio, che troveremo l'amore con la A maiuscola, che troveremo in Maria una madre accogliente, e che ritroveremo tanti fratelli e amici in un gaudio eterno.
La seconda considerazione di Panzetta: “Nell'uomo c'è spazio per il Signore. Considerando il percorso esistenziale della Vergine Santa, comprendiamo che se, come abbiamo detto, in Dio c'è spazio per l'uomo, è altrettanto vero che anche nell'uomo c'è spazio per Dio. Siamo consapevoli di questa verità considerando la vita di Maria, la cui esistenza si è spalancata di fronte al mistero di un Dio misericordioso e fedele”.
“Madre nostra - così il presule ha concluso l’omelia -, con la tua intercessione continua a ottenerci le grazie della salvezza eterna. Con la Tua premurosa carità prenditi cura di noi, fratelli del tuo Figlio, che siamo ancora pellegrini nel mondo e quindi esposti a pericoli e prove, fino a quando non saremo introdotti nella patria beata. In questa festa di luce, nella quale ricordiamo quanto Dio ha compiuto in te, ti invochiamo con fiducia. Sii, tu, Madre, la stella che guida i nostri passi verso il nostro appuntamento definitivo, quello col tuo Figlio, per giungere alla gloria del Cielo e alla gioia eterna. Amen”.
Oggi, 16 agosto, XX Domenica del Tempo Ordinario, si replica in tv. Alle 11, su Rai Uno, sempre dalla cattedrale di Lecce, con la regia di don Simone Chiappetta e il commento di Orazio Coclite, verrà trasmessa la messa festiva presieduta da don Vito Caputo; concelebrano i due vicari episcopali, mons. Vincenzo Marinaci e mons. Antonio Montinaro. Il servizio liturgico sarà guidato da don Francesco Pesimena.
Elaborazione foto di Arturo Caprioli.

