“Caro Lorenzo, carissimi fratelli e sorelle, mettiamo nello zaino del cammino della vita che abbiamo di fronte, e tu, Lorenzo, del cammino formativo che hai davanti a te, la pazienza educativa di Dio, l'azione di intercessione dello Spirito e la logica della piccolezza che costruisce cose grandi”.

 

 

È questa la sintesi dell’omelia di commento alla Parola di Dio del giorno (IL TESTO INTEGRALE) dell’arcivescovo Angelo Raffaele Panzetta pronunciata ieri sera a Novoli, nella parrocchiale di Sant’Andrea Apostolo, durante la solenne concelebrazione eucaristica in onore della Madonna del Pane, compatrona del piccolo centro salentino, durante la quale si è anche svolto il rito di Ammissione al diaconato e al presbiterato del giovane seminarista (da settembre frequenterà il quarto anno presso il seminario regionale di Molfetta), Lorenzo Metrangolo (LEGGI).

Una chiesa madre calorosa e “accalorata” ha accolto il corteo d’ingresso: numerosi sacerdoti - della diocesi ma anche provenienti dai luoghi della formazione e dell’attività pastorale organizzata dal seminario regionale -, una schiera di seminaristi, per la gran parte compagni di corso di Lorenzo; e poi, tanta, ma davvero tanta gente presente per essergli vicina - sfidando le temperature record di queste giornate - e per pregare affinché d’ora innanzi, avendo egli manifestato pubblicamente l’intenzione di voler raggiungere il traguardo del sacerdozio ministeriale, affinché d’ora in avanti il suo passo diventi sempre più deciso e consapevole. Concelebranti principali, l’arcivescovo emerito, Michele Seccia, il parroco di Lorenzo, don Stefano Spedicato, l’educatore del suo corso, don Claudio Maino e mons. Raffaele Tatulli, vicario generale della diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi e parroco della comunità (San Bernardino in Molfetta) dove Lorenzo ha svolto attività pastorale nei fine settimana del seminario.

In apertura, l’arcivescovo ha fatto riferimento a Maria, Madonna del Pane, la cui festa ricadeva a Novoli proprio ieri: “C'è un legame teologico, spirituale e profondo tra la festività mariana della Madonna del Pane e il che oggi Lorenzo pubblicamente pronuncerà, manifestando a tutti la sua volontà di donare la vita nel ministero. Quando i tempi verranno, egli sarà consacrato mettendo a disposizione di Dio la sua esistenza. C'è un legame profondo perché Maria di Nazareth è la donna del . Guardando Lei, la Chiesa capisce che cosa significa mettersi a disposizione di Dio. E il fatto che questa sera un giovane di questa comunità, come Maria, dica il suo a Dio, comporta una fecondità grande per le comunità di questa città, di questo paese e più ampiamente per tutta la nostra Chiesa particolare. Quando un uomo o una donna dicono un sì vero a Dio, le conseguenze di questo sì sono enormi sul piano spirituale per l'intera Chiesa”. Ecco perché l’eccomi di Lorenzo e di tutti coloro che decidono di consacrarsi al Signore, in qualunque stato di vita - nel presbiterato, nella vita religiosa, nel matrimonio… - ha una ricaduta spirituale su tutto il popolo di Dio. Il di una persona o di una coppia di sposi è un corale che parte da tutta la comunità. Cambia la vita del chiamato e, ogni volta, trasforma la vita della Chiesa attraverso l’azione dello Spirito Santo.

A tal proposito, richiamando una conferenza di Romano Guardini sulla coscienza, l’arcivescovo ha ricordato all’assemblea che il teologo afferma “che in fondo nella nostra vita accade quello che è accaduto nell'esistenza di Maria di Nazareth. Dio ha bussato alle porte del suo cuore, della sua coscienza e le ha detto: ‘fammi entrare nel mondo, rendi possibile la mia presenza nelle vene della storia umana’. E Maria di Nazareth, dicendo si, ha spalancato le porte perché l'Eterno entrasse nel tempo. E Guardini aggiunge che, pur nella diversità delle situazioni, questo accade ogni volta che noi diciamoa Dio”.

Le ultime parole dell’arcivescovo prima del rito di Ammissione: “Noi siamo certi, caro Lorenzo, che con l'aiuto di Dio e la preghiera del popolo santo di Dio, la tua vocazione come un piccolo seme produrrà grandi frutti. A te la responsabilità di custodire questo dono, a te la responsabilità di essere terreno buono in cui questo piccolo seme di Dio diventa una grande struttura di salvezza dentro la Chiesa. Auguri dunque, Lorenzo, e buon cammino. Fai sul serio con Dio”.

 

 

Photogallery di Arturo Caprioli

 

 

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