Si è ripetuta anche quest’anno la bella tradizione della messa prima degli esami che accompagna le aspettative, le speranze e gli ultimi passi decisivi di tanti giovani della diocesi verso l’importante tappa di vita e di crescita dell’esame di maturità.

Un’occasione che il Msac (Movimento studenti di Azione cattolica) del Settore giovani dell’Azione cattolica diocesana di Lecce, in collaborazione con il Servizio diocesano di pastorale giovanile e vocazionale, ormai da numerosi anni, organizza per far capire che anche la fede è una compagna importante da mettere al fianco dell’impegno e dello studio che porta ad affrontare al meglio uno dei momenti più importanti nella vita di un giovane.
Nella chiesa parrocchiale di Santa Maria della Pace in Lecce, quasi un centinaio di giovani maturandi, alcuni dei quali accompagnati anche dai loro genitori e dai loro stessi docenti, hanno vissuto un momento che potranno portare nel cuore in questi giorni così carichi di emozioni come possono essere solo quelli che precedono la tanto agognata maturità. Al loro fianco c’è voluto essere l’arcivescovo Angelo Raffaele Panzetta, che ha celebrato la messa cogliendo sin da subito negli sguardi e nei volti di tanti ragazzi la trepidazione, le paure ma anche la grande speranza: “sguardi che guardano già verso il futuro” ha voluto sottolineare subito il presule nell’omelia (IL TESTO INTEGRALE).
“Siamo consapevoli - ha affermato una ragazza dell’équipe Msac nel rivolgere un iniziale saluto all’arcivescovo a nome di tutti i ragazzi presenti - che la nostra maturità non finirà in quel famigerato giorno dell’ultima prova orale, ma continuerà giorno dopo giorno nelle scelte che faremo per il nostro futuro”.
Nell’omelia l’arcivescovo ha dapprima voluto condividere con tutti i ragazzi alcuni ricordi del suo esame di maturità e di come le sue emozioni provate all’epoca possono sicuramente rispecchiarsi nelle loro nonostante il tempo passato.
“Noi siamo qui oggi non per compiere un rito magico di propiziazione - ha affermato con convinzione l’arcivescovo - siamo qui intanto per la gratitudine di un passaggio di vita che si realizza nella vostra esistenza, consapevoli che quando sarete seduti a quel banco, su quella sedia, non sarete da soli perché ci sarà un compagno di banco, un amico che non vi ha lasciato mai da soli e non lo farà certamente proprio ora”.
“Ogni giorno sarà una prova di maturità - ha poi continuato il presule - una prova verso la quale avrete sì paura, ma sappiate che è la paura che genera coraggio, non bisogna avere vergogna di avere paura perché è ciò che ci rende umani, ma impastandola con la fede dobbiamo essere capaci di trasformarla”.
In conclusione, poi, il pastore ha voluto precisare il valore educativo dell’esame di maturità: “I valori di un esame sono un’opportunità per comprendere e per consentirvi di mettere nello zaino le cose più importanti per il futuro e non parlo solo dei contenuti delle materie che avete studiato, ma anche dei valori delle relazioni che avete costruito, la capacità di entrare in dialogo con le persone che vi circondano, la fedeltà, la fraternità, consapevoli che questo esame non sarà la misura di quanto valete come persone, non vi verrà dato un voto alla vostra persona, la vostra vita vale molto di più dell’esame che dovete fare, ma con questo esame restituite tutto ciò che in questa prima fase della vostra vita avete potuto apprendere in capacità, competenze ma senza mai dimenticare che davanti a voi c’è il faro della Parola di Dio che vi guida”.
Al termine della messa il presidente diocesano dell’Azione cattolica Giulia D’Alfonso ha poi voluto ringraziare tutti i presenti, dall’arcivescovo ai ragazzi passando per i sacerdoti che hanno concelebrato, in special modo don Alessandro Mele, assistente del settore giovani di Azione cattolica, e don Salvatore Corvino, direttore del Servizio diocesano di pastorale giovanile e vocazionale, condividendo i sentimenti di affetto e di famiglia che si creano in occasioni particolari come queste.
Infine, il responsabile del Settore giovani ha donato a tutti i giovanissimi maturandi una mollettina colorata per poterci attaccare durante questi ultimi giorni di studio un ultimo biglietto di appunti o anche un proprio desiderio o un augurio per affrontare al meglio quelli che saranno sicuramente alcuni dei giorni più importanti e intensi della loro vita di giovanissimi e di cristiani.
Racconto per immagini di Arturo Caprioli.

