Grande partecipazione di fedeli anche alla seconda serata degli esercizi spirituali diocesani che l'arcivescovo Angelo Raffaele Panzetta sta tenendo nella chiesa parrocchiale di Santa Rosa in Lecce dal titolo "Il Risorto parla alle Chiese"(Ap 1,9-3,22).
Tantissimi anche ieri sera coloro che hanno seguito la meditazione del presule attraverso la diretta social di Portalecce (
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Due le lettere su cui l'arcivescovo di Lecce ha voluto porre l'accento nella sua riflessione (IL TESTO INTEGRALE), entrambe contenute nel Libro dell'Apocalisse di San Giovanni Apostolo al capitolo 2 (vv. 8-17) e precisamente quella alla Chiesa di Smirne e quella alla comunità di Pergamo.
La ecclesiogenesi della comunità smirnese porta i membri della stessa a fare i conti con l'identità di un popolo povero di strutture e di gente, con non molti strumenti per l'annuncio a disposizione ma, pur sempre, con un grande dono: la ricchezza sovrabbondante della fede.
Provocatorie le applicazioni pratiche di Panzetta a tal proposito: "questo contrasto povertà-ricchezza è molto importante per noi; tanti di voi che hanno partecipato alla nascita di varie comunità parrocchiali possono testimoniare che, agli albori, pur con la penuria di strutture vi era un entusiasmo tangibile che successivamente con il sopraggiunge dei locali e degli edifici è scemato. Mi sento di dire che è necessario mantenere viva la fede che diviene criterio a partire dal quale si misura la forza di una comunità".
Una Chiesa, però, quella di Smirne che deve fare i conti con due fuochi nemici: in primis il paganesimo dilagante seguito, poi, dal crescente diniego verso la comunità giudaica rea di seguire uno che agiva contro la legge e che, per tale motivo, doveva essere arrestato, ucciso e riportato in vita tramite necromanzia.
Belle le parole dell'arcivescovo di Lecce: "Nonostante questi imprevisti il Signore dà a questa comunità una rassicurante certezza: non temere, sicuro che la fede della stessa Chiesa non svanisce nel momento della prova ma cresce: che bello pensare che anche nei nostri ambienti, alle prime difficoltà non si getta la spugna ma si dice al Signore il desiderio di voler fare sul serio con lui, di voler scommettere su di Lui".
Esiste, però, un segreto che vuole accelerare il cammino di maturazione della comunità smirnese ed è l'ascolto della Parola che crea adultità della fede. In tale contesto San Giovanni afferma chiaramente quanto l'ascolto della Parola abbia il primato in un itinerario di nascita e maturazione ecclesiale.
Ancora Panzetta: "Mi piace pensare che nell'ascolto orante della Parola, il Signore ci faccia crescere e maturare nell'adesione a Lui e che Egli accompagni e sostenga chi a lui manifesta l'anelito di sceglierlo come motivo del nostro esistere. Per questo credo che la fecondità di un popolo si veda non solo nella adesione alla Parola ma anche nella capacità del popolo di consentire alla Parola di portare vita e novità anche in quelle situazioni dove a prevalere potrebbe essere il male, il negativo".
L'apostolo, tuttavia, si rivolge anche alla Chiesa di Pergamo. Ad essa fa una raccomandazione-esortazione che è quella di ascoltare il Cristo Risorto il quale dice alla comunità cristiana che per crescere deve correre il pericolo del compromesso, deve non scontrarsi con il mondo pagano e che occorre non sposare un cristianesimo annacquato, conservando la grande forza della testimonianza.
"Ritengo - dice Panzetta - che in un contesto pagano il rischio di un meticciato, di una fede all'acqua di rose sia sempre in agguato; perciò è necessario rifuggire il pericolo del compromesso per tutelare intatta la forza della testimonianza, la voglia di annunciare il Vangelo sine glossa, così come amava ripetere San Francesco".
Ecco, dunque, i rimedi che dalla Parola si evincono per vivere una appartenenza forte, capace di generare nuove adesioni alla fede ma, soprattutto, di formare credenti che si impongano all'attenzione per la adultità nel seguire il Signore e sono il Battesimo e l'Eucaristia.
Conclude Panzetta: "Quando la nostra testimonianza si fa insipida, quando il nostro passo si fa lento e la tentazione di un discepolato languido fa capolino, il Signore ci mette dinanzi due rimedi: il Battesimo che ci ricrea, che ci rende creature qualitativamente nuove nella adesione al progetto di Dio e l'Eucaristia che nutre il nostro cammino con Lui".
Anche nella seconda serata, dunque, il Signore Risorto è passato nella comunità ecclesiale leccese con l'intento di farla risplendere della sua bellezza, di compiere meraviglie nella sua storia, di farle avvertire la responsabilità di essere chiamata all'annuncio del Vangelo della Grazia.
Stasera, 11 marzo, il terzo appuntamento degli esercizi spirituali per tutti: alle 17 la celebrazione eucaristica con l'esposizione solenne dell’Eucarestia. Dopo un tempo di preghiera e la possibilità di accostarsi al sacramento della riconciliazione, alle 18.45 ci sarà la benedizione eucaristica cui seguirà, alle 19, la meditazione offerta dall'arcivescovo Panzetta in diretta su Portalecce (Facebook e YouTube).