Nella serata di sabato scorso si è svolto nei locali della Curia arcivescovile l’incontro dell’arcivescovo Angelo Raffaele Panzetta con un gruppo di associati alle varie aggregazioni laicali aderenti alla Consulta diocesana.

 

 

L’incontro, dal titolo “Prepararsi insieme alla Pasqua del Signore”, aperto con il canto di invocazione allo Spirito Santo, è stato molto partecipato e si è sviluppato in due fasi ben distinte.

La prima fase è stata caratterizzata dalla preziosa catechesi di mons. Panzetta che ha tratto spunto dalle parole di San Paolo, indirizzate alla comunità di Corinto da lui fondata (II^ Corinzi 2, 1-11), per fare un parallelo tra quanto accaduto all’epoca in quella comunità cristiane (tra le prime fondate dall’apostolo) e le dinamiche che possono accadere ancor oggi nelle nostre comunità.

Paolo, oggetto di maldicenze che lo avevano addolorato, ferito e messo in cattiva luce, in particolare nella sua autorevolezza di apostolo, non si limita a difendersi e spiegare il suo ruolo di pastore e guida, ma, dichiarando tutto il suo rinnovato affetto per la comunità dei credenti di Corinto, li esorta fortemente a perdonare con gioia. Ciò, non solo perché la sua sofferenza non si estenda prolificando nella comunità, bensì affinché essi tutti, fedeli al comandamento di amore di Cristo, procurino, attraverso l’amore che nutrono, la salvezza di colui che ha reso offesa, impedendo così che sofferenze e ferite diffondano le divisioni e il male nella comunità.  

Allo stesso modo mons. Panzetta ha esortato i presenti e le aggregazioni a non assuefarsi se accadono ferite nelle comunità, fonti di divisioni, ma adoperarsi, ciascuno per quanto possa e sia in grado di dare, per diffondere la gioia e il perdono, vera cifra che illustra l’amore e la fedeltà della comunità. Le ferite relazionali dentro una comunità, infatti, anche se solo individuali, sono pur sempre ecclesiali. Per guarirle occorre moltiplicare benevolenza e perdono, per non annientare ma per salvare il fratello. Il perdono, infatti, è l’amore che vince; occorre una grande forza d’animo per esercitare il perdono che è sempre un percorso, un itinerario, un cammino e vuole tempo e autorevolezza per testimoniare il Vangelo. Unica scuola di perdono, di autentico perdono è Cristo crocifisso. Guardando Lui possiamo mettere in conto che nella nostra vita c’è anche il nostro Venerdì Santo, non solo la Pasqua, ma può essere l’occasione per fare scelte radicali, un appiglio a Dio roccia della vita. 

Corinto, la sua comunità, è l’amore di Paolo, innamorato di essa. Anche per noi la comunità può essere il nostro amore dove guarire ferite esercitando, appunto, l’amore, che è vittoria, non codardia, è misura della fedeltà, è autorevolezza dell’educatore, responsabilità della testimonianza, scuola di perdono al cospetto di Gesù Signore.  

Conclusa la catechesi di mons. Panzetta, l’incontro, nella seconda fase, è proseguito nella cappella, con l’esposizione eucaristica, cui è seguito un profondo tempo di adorazione silenziosa. La benedizione eucaristica e il canto finale hanno segnato la conclusione di questa bella testimonianza unitaria di Chiesa sinodale in comunione col proprio pastore.

 

*ha collaborato Maria Rosaria Starace.

 

Photogallery di Arturo Caprioli.

 

 

 

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