Non mancava proprio nessuno, almeno come rappresentanze, alla messa che ieri sera l’arcivescovo Angelo Raffaele Panzetta ha presieduto nella hall del Dea (Dipartimento di emergenza e accettazione) del “Fazzi” di Lecce per celebrare a livello diocesano la Giornata mondiale del malato.

 

 

C’erano i sacerdoti che si occupano di pastorale della salute, c’erano le suore che prestano servizio in ospedale, c’erano i rappresentanti degli operatori sanitari e c’erano i volontari che, a vario titolo e in diversi modi, si prendono cura delle sofferenze umane. Ma c’erano soprattutto loro, i protagonisti della Giornata, gli ammalati e i disabili che hanno desiderato partecipare alla concelebrazione eucaristica.

Nell’omelia (IL TESTO INTEGRALE), l’arcivescovo, dopo aver meditato sulla Parola del giorno ha invitato i presenti a riflettere anche sui significati della Giornata a partire dal messaggio di Papa Leone. “Il Papa - ha ricordato l’arcivescovo - ha parlato della compassione. La compassione è la capacità di far proprio il dolore dell'altro, è molto importante nella nostra vita. Nella Scrittura la compassione è innanzitutto un atteggiamento di Dio, è Dio che ha il viscere di compassione”.

E ha aggiunto: “Dio avverte nelle sue viscere - è un modo figurato di dire - compassione per le fragilità umane, ma essa è anche un atteggiamento, una disposizione che lega le persone tra di loro, perché quando sei un essere umano non puoi far a meno di incontrare la fragilità dell'altro. Puoi far finta di niente, puoi girarti dall'altra parte; o, viceversa, puoi entrare in empatia profonda con l'altro e condividere con lui il peso di questo passaggio della sua vita. Penso che questo atteggiamento sia molto importante, perché nella parabola del Buon Samaritano si dice proprio che quel Samaritano non passò oltre, si fece prossimo ed ebbe compassione di lui”.

“È un atteggiamento bello - ha proseguito il pastore - che ci fa rimanere uomini e donne, ed è un atteggiamento prezioso perché è lo stile con cui Gesù è entrato in empatia profonda con ogni situazione di fragilità. Celebrare questa giornata significa, dunque, ricordare questa responsabilità che abbiamo: durante la nostra vita possiamo girarci dall'altra parte e far finta che le fragilità non ci siano, o possiamo, invece, con grande umanità condividerle, portare i pesi gli uni degli altri, aiutarci nella fraternità e nella sororità a far diventare quelle situazioni di fragilità motivo di crescita comune”.

Aprendo il pensiero omiletico, mons. Panzetta aveva annotato la suggestione di celebrare in quel luogo. Aveva detto: “Questo luogo sembra una chiesa moderna, con la sua cupola, la sua luminosità ma, al di là di questo, penso che effettivamente una struttura come questa è un santuario, è un luogo nel quale certamente le persone vengono per trovare cura, terapia, assistenza, ma anche un luogo nel quale si cerca il significato della vita. Un luogo come questo, un luogo nel quale si combatte la battaglia dello star bene fisicamente, ma anche la battaglia di salvarsi, di trovare un senso alla vita, ai momenti di gioia, ma anche ai momenti di prova, di sofferenza, che fanno parte dell'esperienza di tutti noi”.

Concetto che l’arcivescovo ha ripreso prima di concludere la sua riflessione: “E allora, visto che siamo in questo luogo che è un luogo di compassione, un luogo di empatia, un luogo di cura, preghiamo per tutti gli operatori sanitari, perché loro più di ogni altra cosa toccano ogni giorno con mano le ferite, le piaghe, la fragilità, la difficoltà psicologica e fisica vissuta dalle persone. Preghiamo per loro perché rimangano capaci di grande compassione, preghiamo per loro perché il loro servizio, la loro diaconia alla vita diventi una diaconia compassionevole e umana e, per chi crede, una diaconia che riconosce nell'altro il volto di Gesù Cristo”.

Stasera la riflessione continuerà con il convegno diocesano “La compassione del Buon Samaritano” (LEGGI).

 

 

Racconto per immagini di Arturo Caprioli

 

 

Forum Famiglie Puglia

 

Mi curo di te, la sanità nel Salento. Radio Portalecce