È il primo Natale da arcivescovo di Lecce. Un Natale che vivrà da pastore in mezzo al suo gregge tra celebrazioni, incontri, gesti concreti di fraternità.

 

 

 

 

E per questo primo Natale leccese, l’arcivescovo Angelo Raffaele Panzetta ha scelto la via più immediata e dinamica del videomessaggio (GUARDA) per entrare nelle case di tutti e porgere a ciascuno un augurio di speranza: “Vorrei, in occasione del Santo Natale - è il desiderio del pastore, espresso in apertura del videomessaggio -, raggiungere tutti i fedeli della nostra diocesi, tutte le famiglie, tutte le persone, soprattutto i poveri e coloro che stanno vivendo un momento di prova e di difficoltà”.

“A tutti - prosegue - vorrei ricordare che il Natale cristiano ha un significato preciso che la secolarizzazione rischia di farci dimenticare: il Natale è il racconto di ciò che Dio ha fatto per noi. Dio ha mandato il suo Figlio per essere luce, per portare la grazia di Dio, per portare la gloria di Dio, per farci conoscere il vero volto di Dio, ma anche per farci conoscere il vero volto dell'uomo, la sua autentica dignità. Il fatto che siamo figli e che, in quanto figli, siamo fratelli. Il messaggio del Natale, dunque, è il racconto di un'opera meravigliosa che Dio ha fatto per noi”.

“Ma il Natale porta anche dentro di sé una responsabilità - è il cuore del messaggio natalizio di Panzetta -. Proprio perché la luce di Dio è venuta in mezzo alla storia degli uomini, gli uomini sono chiamati a prendere posizione davanti alla luce. Il Natale non è una festa facile, perché è una festa che ci chiede di prendere posizione davanti a Dio, davanti alla luce del Verbo incarnato”.

“Nel prologo del Vangelo di San Giovanni - ricorda l’arcivescovo richiamando la Parola di Dio - vi è scritto che alcuni non hanno accolto la luce del Verbo incarnato, sono rimasti nelle tenebre. Altri, invece, hanno accolto la luce del Verbo e sono diventati figli di Dio. Mentre porgo a tutti gli auguri di un Santo Natale, chiedo a tutti di vivere questa festa in profondità, operando una chiara scelta di adesione alla luce”.

“A Natale - aggiunge - vogliamo accettare un Dio che si è fatto uomo per noi, lasciarci illuminare dalla sua luce, riscoprire la nostra identità di figli e di fratelli. Tutto il resto del Natale ha una valenza se si basa su questo. A Natale dobbiamo riscoprire il vero festeggiato, che è il Signore Gesù, che è diventato uomo per noi. La festa ha un senso se c'è il festeggiato”.

“Facciamo, dunque, festa nelle nostre case - conclude l’arcivescovo di Lecce -, nelle nostre famiglie, nelle nostre comunità, ma rimettiamo al centro il festeggiato e soprattutto rispondiamo con la nostra libertà e la nostra responsabilità a questo Dio che è venuto a interpellare ciascuno di noi. Auguri, dunque, fratelli e sorelle, auguri pieni di gioia e di responsabilità a tutti”.

 

 

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