È stato l’ultimo, l’arcivescovo Angelo Raffaele Panzetta, dei 54 arcivescovi metropoliti provenienti da tutto il mondo, a ricevere, stamattina in San Pietro, il pallio dalle mani di Papa Leone XIV.

 

 

Dagli Stati Uniti, terra natia del Pontefice, al Perù, suo luogo di missione; dall’Italia agli angoli più remoti della terra - Papua Nuova Guinea, Guam, Nuova Caledonia -; era davvero variegata la schiera dei pastori sulle cui spalle Leone XIV ha posto il paramento, segno visibile della comunione con Pietro, scambiando poi con ciascuno un abbraccio e qualche parola.

Così è successo con l’arcivescovo di Lecce: anzi, essendo stato l’ultimo della fila disposta verso l’altare della Confessione secondo l’ordine di nomina dei metropoliti (LEGGI) a presentarsi davanti al Santo Padre e ad inginocchiarsi per ricevere il pallio, dopo lo scambio di pace previsto dal rito, i due si sono intrattenuti sorridenti qualche secondo in più rispetto ai metropoliti precedenti.

Per gentile concessione di Tv2000, Portalecce (coordinamento da Lecce di don Emanuele Tramacere) ha trasmesso in diretta l’intera funzione eucaristica nella solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo (RIVEDI).

Oggi è un giorno di gioia e di grazia per la Chiesa di Lecce, che ha accompagnato il suo pastore, sia pure a distanza, con la preghiera, l’affetto e la gratitudine, affidando a Dio il suo ministero a servizio del Vangelo e del popolo a lui affidato.

Un gruppo di sacerdoti giovani - don Mattia Murra, don Alberto Taurino, don Federico Andriani, don Andrea Gelardo, don Salvatore Corvino, don Antonio De Nanni e don Gianmarco Sperani - accompagnati da alcuni veterani (don Nicola Macculi, don Vito Caputo, don Luca Nestola e don Tony Bergamo) hanno, invece, partecipato di persona nella basilica vaticana al solenne rito. Alla fine della messa li hanno raggiunti anche i due porporati leccesi: il prefetto del Dicastero delle cause dei santi il card. Marcello Semeraro e l'arcivescovo emerito di Palermo, il card. Salvatore De Giorgi, per lo scambio degli auguri e un momento di fraternità con un arcivescovo Panzetta felice ed emozionato. Solo pochi giorni fa in un’intervista esclusiva rilasciata a Portalecce (LEGGI) così si era espresso in un trasporto spirituale di lode e di ringraziamento: “Chi poteva mai immaginare quello che Dio aveva in mente per me, tutte queste belle esperienze, tutta questa Grazia. Quello che ho nel cuore, dunque, è innanzitutto un senso profondo di gratitudine e anche di stupore, perché ognuno di noi conosce la sua misura e sa bene quanto è grande la Grazia di Dio. Su questo non c'è dubbio”.

 

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