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Nella Lettera Pastorale Ascolta popolo mio, l’arcivescovo mons. Michele Seccia tratta il tema della sinodalità e immediatamente dopo quello della missionarietà.

Uno sviluppo chiaramente coerente, in quanto l’identità della comunità cristiana, come Popolo di Dio che vive la comunione e opera nella storia, si rivela in ogni cristiano nella vocazione di prendere parte alla missione di annunciare il messaggio cristiano, dopo aver ascoltato il Vangelo e le domande della gente.

Proprio riguardo alla dimensione missionaria, occorre rilevare, intanto, che in questi giorni il tema dell’ascolto si manifesta molto attuale in Italia, anzi si sta sviluppando sempre più, accompagnando diverse comunità.

“La diocesi in ascolto dei giovani e in cammino con i giovani”: è, ad esempio, il tema conduttore del percorso che, con un contest e un’assemblea ecclesiale, la Chiesa di Terni sta prendendo atto che solo se “ascoltiamo i giovani li possiamo accompagnare, li possiamo aiutare a capire e fare discernimento sulla loro vita”.

Da segnalare pure che sta avendo successo un interessante libro di meditazioni di Anselm Grün, Ascoltare e vedere con il cuore, edito da Queriniana, in cui si sostiene che le due vie che ci “aiutano a giudicare e ad agire con le orecchie del cuore e gli occhi del cuore… aprono al mistero di Dio, portando a sentire l’Inudibile e a vedere l’Invisibile”.

In questo contesto d’incontro con le persone e di forte esperienza di Dio e di una missionarietà che, come affermava Giovanni Paolo II, “riunisce il popolo nell’ascolto del Vangelo”, mons. Seccia sostiene: “Ascoltare l’altro è andare verso di lui, farsi prossimo, entrare in contatto diretto e profondo, e nella prossimità, scaturita dall’ascolto, troviamo già i fondamenti di una missionarietà che è il paradigma della vita cristiana” (n. 8).

Magari, sperimentando l’autentica libertà cristiana, con una conversione capace di superare “schemi pastorali superati e prestabiliti” ed aperta a nuovi mezzi e metodi ispirati dallo Spirito, sempre operante nel cuore dei fedeli e nell’intera Chiesa.

 

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