Occuparsi di comunicazione è un privilegio, basta rileggere il titolo scelto dal Santo Padre per la Giornata delle comunicazioni sociali, per accorgersene: “Perché tu possa raccontare, fissare nella memoria” La storia si fa vita.

Nei giorni in cui celebriamo la Memoria, è giusto e forse doveroso riflettere sull’essenza stessa della memoria, spesso ridotta a folclore o a polveroso repertorio di vecchie storielle o a comodo paraocchi per non vedere le turbolenze della quotidianità.

Una piccola riflessione. In molti paesi c'è una crescente sfiducia nei confronti dei media in un momento in cui i social network vengono consacrati e i giornalisti sono tagliati fuori.

Neanche i ministri ordinati sono esenti dalle “passioni” e dalle “tentazioni”, benché siano qualificati dalla “lex orandi” come “peccatori fiduciosi” e “servi premurosi”.

Fare memoria delle vittime del terrorismo e della mafia - a volte di entrambi, per oscuri intrecci su cui non è ancora stata fatta luce fino in fondo - non è mai un esercizio rituale.

Ogni sera tante attività commerciali, pub, ristoranti, negozi di prodotti alimentari e bar buttano via tanto cibo rimasto invenduto, tanti alimenti che restano alla fine della giornata.

 

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Mi curo di te, la sanità nel Salento. Radio Portalecce