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La solidarietà è indicata dal Papa, nell’enciclica Fratelli tutti, «come virtù morale e atteggiamento sociale, frutto della conversione” (n. 114), per cui occorre tenere in adeguata considerazione che “l’amore, la giustizia e la solidarietà, non si raggiungono una volta per sempre; vanno conquistati ogni giorno” (n.11).

 

 

Francesco, pertanto, non si limita a denunciare tanti egoismi nelle relazioni umane e politiche, espressi con nuove forme di colonizzazione culturale, chiusure economico-sociali e pericolosi fondamentalismi, poiché invita a intraprendere decisi cambiamenti di fratellanza a livello comunitario e individuale.

 “Quando passerà la tempesta ti chiedo, Dio, con vergogna di rifarci migliori, come ci avevi sognati”, sostiene poi nel libro Ritorniamo a sognare. La strada verso un futuro migliore, pubblicato nei giorni scorsi in forma di conversazione con il giornalista Alexis Austen Ivereigh, noto vaticanista inglese.

E, a proposito di conversione, è davvero molto interessante e coinvolgente ricordare la sua personale testimonianza, espressa con tanta schiettezza, semplicità ed umiltà nel citato volume, quando egli, ricordando i tre Covid sofferti nella propria vita, dopo aver menzionato la malattia ai polmoni e “l’esilio” in Germania e a Còrdoba, svela che, nella gestione del governo della Compagnia di Gesù in America Latina, ha compiuto “una vera purificazione che mi ha dato più tolleranza, comprensione, capacità di perdonare”.

Una dichiarazione che può meglio contestualizzare gli impegni proposti dalla stessa enciclica: vivere comporta continuo rinnovamento e “la fratellanza è fatica e costa fatica”.

 

Scuola Diocesana di formazione teologica

Forum Famiglie Puglia