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Coinvolge a livello individuale e mondiale: la distrazione. Si pensi alle grandi strategie politiche per sviare subdolamente l’attenzione delle masse su spinosi problemi nazionali o internazionali.

 

 

O alla cessazione della dovuta attenzione nel viaggiare, per cui nella guida essa costituisce uno dei maggiori pericoli sulle strade ed è grave causa d’incidenti.

O alla mancanza della necessaria concentrazione che rende fragili le scelte, tramutando la vita quotidiana in una successione interminabile di giornate fittiziamente cariche d’impegni, ma concretamente sciupate e sperperate.

Proprio a quest’ultima forma di superficiale e rovinosa disattenzione ha fatto riferimento il 12 luglio scorso il Papa: “La distrazione, un grande pericolo del nostro tempo”, ha, infatti, dichiarato Francesco.

Già tanti vivono la mancanza di concentrazione, a volte addirittura di fatto incapaci di far fronte a doveri di studio o di lavoro in quanto mediatici intontiti dalla smania di seguire senza il dovuto autocontrollo, anzi in modo compulsivo e morboso, istante per istante news, messaggi, notifiche, foto, video…

A volte, a causa dello stress quotidiano. c’è poi la perdita della capacità di ritrovare pienamente se stessi, con la necessaria situazione mentale efficiente.

Il Papa, però, concentra la sua considerazione soprattutto su ciò che non porta frutti importanti e validi, distraendo dalla Parola di Dio e rileva: “Spesso si è distratti da troppi interessi, da troppi richiami, ed è difficile distinguere, tra tante voci e tante parole, quella del Signore, l’unica che rende liberi”.

 

 

Scuola Diocesana di formazione teologica

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