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Culla d’arte e crocevia di civiltà, così salutò la città di Lecce, Giovanni Paolo II (oggi santo) nella sua storica visita di 25 anni fa, il 17 e il 18 settembre del ‘94.

Venne a Lecce, su invito di mons. Cosmo Francesco Ruppi, per inaugurare il nuovo seminario e per dare il via al grande Sinodo diocesano, che ancora oggi reca frutti pastorali all’intera arcidiocesi.

Era già stato nel Salento, Papa Woytila, ad Otranto nel 1980, in occasione del 500° anniversario dell’eccidio degli Ottocento Martiri; in quell’occasione, ripartendo da Galatina, aveva fatto intendere che si sarebbe ancora trattenuto, se soltanto l’avesse potuto.

Ed ora, in una calda serata di settembre, all’arrivo a Lecce, in Piazza Sant’Oronzo, incontra tante persone e si mostra affettuoso e vicino. Scherza con il sindaco Corvaglia (ho visto tutte le strade ben asfaltate e senza buche, non mi dirà che l’avete fatto apposta per la visita del Papa? La città va tenuta in ordine anche se non viene il Papa) trova una parola di incoraggiamento per ciascuna delle autorità e, più tardi, in Piazza Duomo, salutando la folla dal balcone dell’episcopio, si concede un fuori programma che tanto piacque ai Leccesi.

I cronisti registrarono: “Grazie per questa accoglienza calorosa. Si sente che siamo nel meridione. Dal nord al sud la temperatura cambia. Anche da Roma a Lecce. Io sono convinto che si deve camminare spesso verso il sud per trovare entusiasmo, per costruire il futuro di tutta l’Italia. L’Italia è privilegiata da questa sua estensione a nord e a sud e dalla complementarità delle due tradizioni. Qui siamo nella Magna Grecia, ma comunque siamo in Italia, grazie a Dio. Questo è importante anche per il Papa. Io spero di poter tornare e di portare da qui a Roma molte nuove energie. Basta per questo momento, vi auguro una buona notte. Ci incontreremo domani, domenica, “Dies Domini”.

Ecco, Giovanni Paolo II sarebbe tornato se ne avesse avuto il tempo. O forse è già tornato, da santo, per ripetere frasi di elogio per le tradizioni leccesi e per sollecitare i giovani a farsi carico di trasmettere la fede, il coraggio, la voglia di fare, la disponibilità all’incontro… per diventare costruttori di pace fra i popoli.

Il prezioso archivio fotografico di Vittorio e Arturo Caprioli sosterrà la memoria dei lettori sulla seconda giornata della visita.

*All'epoca dei fatti direttore de L'Ora del Salento e copo della sala stampa per la visita del Papa a Lecce (17/18 settembre 1994)

 

 

 

 

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