È proprio vero che la vita non smette mai di sorprenderti. Ma a volte anche l’essere umano, la tradizione o la natura riescono a sorprenderti. A maggior ragione quando lo fanno insieme.

 

 

 

Può capitare, allora, che mentre si è presi dai problemi della quotidianità, ci si possa imbattere in uno dei bellissimi muretti a secco presenti nelle campagne salentine ed il pensiero - chissà perché - va a finire al concetto di democrazia. Ricorrendo ad un’espressione assai in voga qualche anno fa, potremmo simpaticamente chiederci: “e che ci azzeccano” l’altamente simbolico valore civico della democrazia con la semplicità (non meno alta e non meno simbolica) delle singole pietre di varia grandezza che, posizionate con amorevole maestria artigianale, divengono quelle ingegnose e caratteristiche costruzioni presenti al Sud?

Ad una prima e sbrigativa analisi superficiale, in effetti, potrebbe apparire che non abbiano nulla in comune. Ma se, come si dovrebbe non di rado fare, si allarga l’orizzonte o si prova a cambiare l’angolo prospettico dei nostri sguardi sul mondo, ecco che si riuscirà a stabilire una connessione tra loro, la quale potrà tornare utile a stabilire un confronto con l’attuale momento storico nel quale parole e valori, ritenute e dati per acquisite ed acquisiti, sono invece quotidianamente svuotate e svuotati del loro significato e contenuto originari. Ed allora, potrà capitare che anche un semplice muretto a secco sarà in grado di impartire una lezione tanto agli esseri umani, quanto ad uno dei più importanti strumenti di regolazione della convivenza civile: la democrazia, appunto.

Dal punto di vista puramente letterale, democrazia sta a significare “governo del popolo o della maggioranza o dei molti”, contrapposto al “governo dei potenti o di una minoranza autoritaria o dei pochi”; mentre, dal punto di vista metaforico o simbolico, in un senso più ampio per democrazia si dovrebbe indicare una società giusta, aperta e fondata sul rispetto di diritti umani universalmente riconosciuti, andando ben oltre le stesse regole del voto. Ma sappiamo bene che non passa giorno nel quale non si assista allo stravolgimento, al travisamento o al paradosso di situazioni nelle quali il termine democrazia rimane solo una bella parola scritta sul bagnasciuga di una spiaggia cancellata dall’arrivo della prima onda, o scritta su un bel pezzo di ghiaccio che si scioglie al primo raggio di sole.

Un muretto a secco, nel quale ci si imbatte quasi per caso in un torrido pomeriggio agostano, può eccome divenire, invece, un vero, genuino e giusto paradigma di democrazia per le donne e per gli uomini di questo nostro tempo. Dal punto di vista dell’architettura rurale, il muretto a secco, infatti, altro non è che un insieme di pietre di varia forma e grandezza, che si reggono tra loro per la forza d’attrito e senza l’uso di legante, con il compito di drenare l’acqua piovana, dividere le proprietà e proteggere le colture. Ma dal punto di vista metaforico, ecco che diviene quel paradigma di democrazia al quale prima si faceva riferimento; infatti, la riuscita di un buon e bel muretto a secco può concretizzarsi solo se a monte e alla base ci sono alcuni elementi indispensabili quali l’accordo tra persone, programmazione e lavoro condiviso, coesione sociale, rispetto reciproco del lavoro altrui; con la consapevolezza del fatto che, al di là della forma, della misura o della dimensione, ogni singola pietra risulterà fondamentale per la tenuta del muretto stesso.

Ora, ci si chiederà: si tratta o no di una grande lezione di democrazia che “essere umano”, “tradizione” e “natura” insieme, quando sono in sintonia e perfetta armonia tra loro, possono dare al mondo di oggi e possono lasciare in eredità al mondo di domani?

Se si fosse più attenti a chi e a cosa si ha accanto, forse si scoprirà che per cultura è possibile, a giusta ragione, intendere anche le rughe degli anziani, le crepe delle pareti sui monumenti, i solchi lasciati nel terreno dal vomere dei contadini, i profili scolpiti dal vento sugli scogli dei due mari che bagnano il Salento, i volti sorridenti di amici e conoscenti, le tante stupende chiese disseminate nei borghi e nelle città, il silenzio poeticamente assordante delle campagne ricche di uliveti (pre xilella), di vigneti e di frutteti, i sapori ed il gusto delle tante pietanze e leccornìe. Così come, se si fosse più aperti alle sorprese che la vita riserva continuamente a ciascuno, si potrà comprendere che anche un semplice, ricco di storia ed affascinante muretto a secco può dare ed impartire a tutti una grande lezione di democrazia.

 

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Mi curo di te, la sanità nel Salento. Radio Portalecce