La storia è un susseguirsi di “fatti” che possono essere belli-buoni-positivi o brutti-cattivi-negativi. A seconda della loro natura, essi possono dar luogo ad analisi positive o negative. Quei fatti, poi, possono lasciare una scia-eredità positiva o negativa.

Da ultimo, ma non meno importante, se quel loro essere avvenuti nella storia non ha prodotto i cambiamenti auspicati e non ha insegnato nulla, possono divenire delle vere e proprie “occasioni mancate”. Partendo da questa premessa, torniamo per un istante a circa sei anni fa, allorquando l'arrivo del Coronavirus e la conseguente "sospensione" temporanea di quasi la totalità della vita sociale mondiale, rappresentarono un vero e proprio "spartiacque" nella storia dell'umanità. E, dal momento che si presentava come "Inedita" sia per le misure adottate a livello planetario, che per le conseguenze che da quella specifica epidemia sarebbero scaturite, ciò parve a tutti un motivo più che sufficiente per affermare da più parti e con una certa sicurezza che, da quel momento in poi, "nulla sarebbe più stato come prima!”.
A distanza, ormai, di ben sei anni dalla fase iniziale di quell’evento, forse è giunto il momento di tentare di fare una riflessione, più che sugli aspetti sanitari e sulle ricadute nelle quotidianità di tutta l’umanità, sul fatto che forse si è rivelata come una nuova “occasione perduta” da parte del genere umano. Allo scopo, analizziamo quindi, e a solo titolo di esempio, alcuni tra gli avvenimenti che hanno segnato la storia dopo la Seconda guerra mondiale, verificando non solo il contesto nel quale sono avvenuti, ma anche la "percezione" che questi hanno destato nella società planetaria.
6 agosto 1945: l'Enola Gay sgancia la bomba atomica su Hiroshima (seguita tre giorni dopo dall'ordigno sganciato dal Bockscar su Nagasaki), mettendo fine alla Seconda Guerra Mondiale.
Ottobre 1962: siamo nel pieno della Guerra fredda tra Usa e la allora Urss; da un lato Kennedy e dall'altro Kruscev; teatro bellico il suolo cubano; il mondo è in pena e rimane in apnea per giorni, nel timore che uno dei due possa decidere di innescare una guerra planetaria dalle conseguenze terrificanti. E che dire dell'assassinio dello stesso Kennedy? Quando Lee Harvey Oswald alle 12,30 di quel fatidico 22 novembre 1963 a Dallas preme più volte il grilletto del suo fucile, ammazzando JFK, il mondo viene attraversato da un senso di vuoto e di smarrimento ed anche quel drammatico evento sembra essere uno “spartiacque” nella e della storia.
Venendo a noi italiani, si pensi al rapimento e l'uccisione di Aldo Moro o alle stragi dei giudici Falcone e Borsellino; gli italiani percepiscono quegli eventi come "spartiacque" nella e della storia d'Italia.
Saltiamo nel tempo e giungiamo all'11 settembre 2001; gli aerei che, quasi contemporaneamente e con una precisione incredibile, colpiscono le Twin Towers a New York e poi il Pentagono, rappresentano plasticamente l'ingresso nel terzo millennio ed un altro "spartiacque" nella storia dell'umanità.
26 dicembre 2004: un terremoto di magnitudine 9.1 della Scala Richter provoca un innalzamento del fondale marino oceanico nei pressi dell'isola di Sumatra, generando onde anomale gigantesche di tsunami che investono le coste di diversi Stati del sud-est asiatico e parte dell'Africa, causando circa 250mila vittime. Anche in questa occasione il mondo ritiene di trovarsi ad uno "spartiacque" questa volta attribuito ad un evento naturale.
Ecco. Con questo "elenco" di eventi, assolutamente sintetico ed incompleto, non si vuole sminuire né la portata storica di ciascuno di essi, né le varie influenze che gli stessi hanno avuto nell'arco sia breve che lungo della storia dell'umanità. Ma, tirando le somme e osservandoli da una prospettiva sia storica che antropologica, si può affermare che questi ed altri eclatanti eventi della storia moderna sono risultati, appunto, delle “occasioni mancate”, nel senso che forse non si è colta l’occasione di imparare qualsivoglia tipo di lezione dalla Storia. Con l’aggiunta che, davvero nel caso del Covid-19, l’umanità ha vissuto e si è trovata di fronte ad un vero e proprio "inedito". Perché, come detto in precedenza, il mondo mai si era fermato contemporaneamente, sospendendo (anche se con tempistiche ed in modi differenti) le quotidianità ad ogni latitudine e longitudine.
In conclusione, possiamo dunque stabilire che fatti o eventi straordinari che fanno dire all’umanità di trovarsi di fronte ad uno “spartiacque della storia”, devono comportare, nelle donne e negli uomini (siamo essi potenti o semplici cittadini del mondo), non solo la “percezione” che in un dato momento stia avvenendo qualcosa di importante, ma anche e soprattutto l'assunzione di una grande responsabilità che deve tradursi con coraggio, fiducia e spirito di fratellanza, in decisioni e scelte concrete da prendere per il bene ed il futuro sia del creato che delle creature che lo abitano. Se finalmente riusciremo a cogliere ed imparare le lezioni della e dalla storia, la vita dell’uomo e di tutto il creato avranno ancora un futuro.

