Prende il via stamattina, 6 giugno, la Visita Pastorale alla comunità parrocchiale della cattedrale di Lecce, l’ultima del centro storico dopo Santa Croce e San Matteo. Il parroco don Vito Caputo presenta la “famiglia cristiana” di cui è parroco e “custode della cattedra” dal settembre 2022.

Don Vito, quale realtà sociale troverà l’arcivescovo venendo in visita pastorale nella tua comunità?
La comunità parrocchiale Maria SS. Assunta nella chiesa cattedrale ricade sul territorio del centro storico, punto di incontro nei decenni passati di mercanti, commercianti e lavoratori operai e artigiani. Soprattutto l’artigianato artistico produceva oggetti di pregio e d’arte di straordinaria bellezza. Negli ultimi anni la fisionomia della comunità è molto cambiata, a partire dall’impoverimento della presenza di famiglie giovani, dalla diminuzione del numero degli operatori pastorali, alla presenza di nuclei di persone extracomunitarie, di attività produttive quali b&b, altre strutture similari, attività commerciali e di ristorazione, alla presenza continua di numerosi turisti che popolano il centro storico, implicando una serie di sfide pastorali che partono dalla necessità di sviluppare una pastorale dell’accoglienza, a quella dell’annuncio del Vangelo nella sua complessità e, sotto alcuni aspetti, nella sua unicità.
Quali sono i punti forza e le fragilità più evidenti della tua comunità nei tre ambiti di liturgia, catechesi e carità?
Tenendo conto che la chiesa cattedrale è centro della vita liturgica diocesana, e le celebrazioni spesso sono presiedute dall’arcivescovo, in ambito strettamente pastorale la comunità offre in primo luogo un servizio liturgico per quanto possibile curato, soprattutto la domenica e nei giorni festivi: al mattino con la celebrazione della Liturgia delle Ore presieduta dall’arcivescovo con una rappresentanza del Capitolo e la sera la celebrazione eucaristica animata dal coro polifonico, recentemente si è costituito anche un gruppo di lettori di fatto per la dignità della proclamazione della Parola.
Per quanto riguarda la catechesi di iniziazione cristiana, essa è condivisa con la parrocchia di Santa Croce anche se il numero dei fanciulli è molto esiguo. Nell’ambito associativo, significativa è la presenza dell’Azione cattolica adulti che anima la comunità con alcune iniziative durante l’anno liturgico. Per quanto riguarda l’aspetto caritativo, al servizio di distribuzione dei viveri per la prima necessità, si aggiunge quello dell’ascolto offerto dalla Casa della Carità con la quale la parrocchia collabora. Da diversi anni è attivo un servizio di doposcuola curato da Migrantes con diversi volontari che vengono anche da fuori parrocchia. Inoltre, da alcuni anni è attivo anche un centro ristoro “Dillo con un panino” che nelle ore serali offre il suo servizio ai bisognosi che ne fanno richiesta.
Che cosa vi attendete dalla visita pastorale?
Anche se l’arcivescovo nella nostra comunità è di casa, i parrocchiani hanno vissuto con grande attesa l’incontro con il pastore per potersi intrattenere con più tempo e avere la possibilità di riflettere e confrontarsi insieme e di ascoltare suggerimenti e proposte che mons. Seccia, con la sua parola e testimonianza, saprà offrirci per continuare a camminare nel percorso di maturità cristiana.
Quali sono gli obbiettivi a breve e media scadenza?
Nella complessità della vita comunitaria, gli obbiettivi da raggiungere riguardano innanzitutto un incremento dell’attività missionaria volta all’annuncio del Vangelo, un rafforzamento della comunione tra le parrocchie del centro storico, un maggiore coinvolgimento dei membri della comunità per camminare insieme nella via della comunione e della santità.


