Ha preso il via ieri sera, in concomitanza con la festa di Santa Rita da Cascia, la Visita Pastorale dell’arcivescovo Michele Seccia alla parrocchia di Santa Maria della Luce in San Matteo a Lecce. Il parroco mons. Vincenzo Marinaci oggi presenta la sua comunità ai lettori di Portalecce.

 

 

Don Vincenzo, quale realtà sociale e parrocchiale troverà l’arcivescovo venendo in Visita Pastorale nella tua comunità?

La comunità parrocchiale di Santa Maria della Luce in San Matteo è una delle tre parrocchie del centro storico di Lecce e vive in attiva e bella collaborazione con le altre due: Maria SS. Assunta in Cattedrale e SS. Trinità in Santa Croce. Il territorio della parrocchia è caratterizzato da una presenza massiccia di esercizi commerciali, ristoranti, strutture alberghiere, locali di ritrovo soprattutto per i giovani e i tanti turisti che da diversi anni scelgono la città di Lecce come meta di viaggi e soggiorni, non solo nel periodo estivo. Molte abitazioni e palazzi storici sono stati trasformati in b&b, anche di lusso. Questo non impedisce alla comunità parrocchiale di conservare intatta la propria identità e di aprirsi all’accoglienza di quei tanti che nel corso dell’anno ad essa si uniscono soprattutto nell’eucaristia domenicale. Da diverso tempo poi la comunità filippina ha trovato casa nella parrocchia di Santa Maria della Luce, che ha aperto non solo il luogo sacro, ma anche i locali e soprattutto il suo generoso cuore a tanti fratelli e sorelle provenienti dal continente asiatico. Nel territorio della parrocchia inoltre è presente il Santuario di San Filippo Smaldone, Casa Madre in cui il Fondatore ha dato vita alla Congregazione delle Suore Salesiane dei Sacri Cuori.

 

Quali sono i punti forza e le fragilità più evidenti della tua comunità nei tre ambiti di liturgia, catechesi e carità?

Sono stato chiamato a servire questa comunità da circa due anni, e penso di poter affermare che raccolgo i frutti del grande lavoro fatto per più di trent’anni dal carissimo don Giancarlo Polito. Le celebrazioni liturgiche sono sempre ben preparate e partecipate, soprattutto la domenica. C’è un bel gruppo di ministranti e di ministri istituiti, un nutrito e appassionato coro di bambini e ragazzi ben curato e diretto da due bravi chitarristi. L’assemblea domenicale è molto assortita, tanti infatti i volti nuovi che settimanalmente scorgiamo tra i banchi, ma sempre raccolta e coinvolta nella celebrazione. Gli otto corsi di catechesi vedono la partecipazione di un centinaio di bambini e ragazzi, molti dei quali filippini, guidati con cura e grande spirito di servizio dal gruppo delle catechiste. Assenti, purtroppo, gli adolescenti e i giovani. Il punto di forza penso si possa ritrovare nella carità. Nel territorio della parrocchia vive ed opera in maniera brillante ed efficace la Casa della Carità. Con essa la parrocchia da tempo ha instaurato un rapporto di collaborazione che in questi anni si sta sempre più consolidando e intensificando. Inoltre, abbiamo instaurato un rapporto di gemellaggio con due parrocchie della Moldavia e accompagniamo un giovane seminarista del Sud Sudan nel cammino di formazione al sacerdozio che egli vive nel Collegio Urbano di Propaganda Fide a Roma.

 

Che cosa vi attendete dalla Visita Pastorale? Quali sono gli obiettivi da raggiungere a breve e media scadenza?

La Visita Pastorale è sempre un’occasione di grazia che mette in grande movimento la comunità parrocchiale. In quei giorni la presenza del Vescovo non si limita solo alla celebrazione, ma la si gusta nella sua ordinarietà e familiarità. Il nostro vescovo Michele è noto per la sua dolce carica umana e spiccata amabilità. Per questo la sua parola paterna e sapiente darà nuovo slancio all’annuncio del Vangelo in questa realtà così particolare quale è appunto il centro storico e contribuirà certamente a rafforzare la comunione tra le varie componenti della parrocchia e rinsalderà ancor più la collaborazione con le altre comunità parrocchiali. Molti degli appuntamenti programmati, infatti, li vivremo insieme. 

 

 

 

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