L’incontro di ieri mattina con le autorità che hanno sede nel centro storico ha avuto inizio la Visita Pastorale dell’arcivescovo Michele Seccia alle parrocchie più antiche di Lecce.

Ma oggi la Santa Visita entra nel vivo con la prima delle tre comunità. Oggi infatti il parroco mons. Mauro Carlino accoglierà mons. Seccia a Santa Croce. Qui il presule si fermerà fino a domenica 18 maggio.
Don Mauro, quale realtà sociale e parrocchiale troverà l’arcivescovo venendo in Visita Pastorale nella tua comunità?
La comunità, unitamente alle altre parrocchie del centro storico cittadino, non è costituita essenzialmente da coloro che abitano nella zona, ma piuttosto si presenta come una variegata realtà, visto che coloro che la frequentano abitualmente provengono dalle diverse parti della città. Inoltre, vi è un flusso consistente di turisti che visitano la basilica, attratti dalla sua artistica bellezza. Il territorio parrocchiale, di per sé, è di piccola dimensione, coloro che lo abitano hanno un'età medio-alta, mentre, negli ultimi anni, sono aumentati notevolmente coloro che adibiscono antiche costruzioni a bed and breakfast, o ad altre similari strutture ricettive. Non mancano sul territorio le attività di ristorazione, così come appartengono alla parrocchia anche le principali istituzioni pubbliche. Questa molteplice situazione implica la necessità di sviluppare una pastorale dell'accoglienza, in grado di venire incontro alle diverse esigenze, ma anche capace di annunciare il Vangelo all'interno della sua complessità.
Quali sono i punti forza e le fragilità più evidenti della tua comunità nei tre ambiti di liturgia, catechesi e carità?
In ambito strettamente pastorale, certamente la parrocchia offre molto dal punto di vista liturgico, laddove le celebrazioni sono particolarmente curate, anche grazie alla presenza attiva dei ministri istituiti, del coro parrocchiale, degli organisti e dei piccoli ministranti, il cui gruppo ho inteso formare al mio arrivo in parrocchia. Non mancano poi coloro che si impegnano per rendere la liturgia vera fonte e culmine della vita cristiana non solo sotto l'aspetto celebrativo, ma anche curando la preparazione alla celebrazione. Oltre alla santa messa, in parrocchia ho introdotto l'adorazione eucaristica quotidiana, la lectio divina, e il giorno di ritiro mensile, utile per approfondire i temi della fede. La catechesi, data l'esiguità dei ragazzi che frequentano il catechismo, viene svolta in sintonia con la parrocchia della cattedrale, mentre il punto di forza della formazione in basilica è dato dalla pastorale rivolta verso i nubendi. Molte sono le coppie che intendono sposarsi a Santa Croce e a loro viene offerto un percorso formativo, incentrato sulla fede e che finora è stato molto frequentato. Inoltre, l'aspetto positivo è che detto percorso non si conclude dopo qualche mese, ma, per chi lo desidera, prosegue con cammini formativi, fondati sulla centralità della domenica, giorno della famiglia. Infine, nel periodo estivo, ho introdotto la messa internazionale per i turisti, proprio nello spirito dell'accoglienza. Dal punto di vista del servizio di carità, in basilica è attiva la Caritas, che si occupa della distribuzione dei viveri e del vestiario. In parrocchia, operano sia i gesuiti, sia le monache benedettine. Spesso i casi legati alle tossicodipendenze o a altre similari patologie, vengono trattati, con competenza e professionalità, proprio da Padre Mario Marafioti e dalla Comunità Emmanuel.
Che cosa vi attendete dalla Visita Pastorale?
La Visita Pastorale del nostro arcivescovo è un momento di grazia da cui la comunità si attende una parola di conforto, di speranza e anche di sprone a proseguire il cammino intrapreso. La comunità toccherà con mano la grande umanità del nostro pastore, il quale saprà, con la sua parola e la sua testimonianza, offrirci importanti spunti di riflessione, confronto e prospettive future.
Quali sono gli obiettivi da raggiungere a breve e a media scadenza?
Gli obiettivi da raggiungere riguardano certamente la necessità di aumentare l'aspetto missionario della nostra comunità, manifestando sempre maggiore apertura alle istanze del territorio. È necessario realizzare sempre più uno spirito e uno stile di famiglia, in cui abiti la comunione. Non deve poi mai mancare il primato della preghiera e del dialogo con il Signore che va costantemente ricordato e valorizzato, sia singolarmente, sia comunitariamente. A tal riguardo, ho introdotto la celebrazione quotidiana del vespro e della compieta. Infine, va incentivata la comunione con le altre parrocchie e rettorie del centro storico, in modo da vivere maggiormente l'unione tra noi, non solo a livello di sacerdoti, ma anche di comunità.


