Con la celebrazione eucaristica di domenica scorsa, l’arcivescovo Michele Seccia, ha concluso la Visita Pastorale a Borgo Pace, nella comunità di Santa Maria della Pace in Lecce.

Mons. Seccia ha ringraziato il parroco, don Gabriele Morello, i fedeli, i gruppi ecclesiali incontrati nei giorni in cui ha sostato nella comunità (l’arcivescovo era stato accolto venerdì 9 maggio affidando alla Regina della Pace questo tempo di grazia e poi aveva fatto visita in casa degli ammalati nel corso della mattinata; nel pomeriggio si era dedicato ai fanciulli del catechismo per concludere poi con la messa ed un’assemblea con gli operatori di pastorale ed i fedeli).
Il giorno successivo dopo aver visitato le attività commerciali e le associazioni del territorio aveva amministrato il Sacramento della Confermazione a 18 ragazzi prima di intrattenersi in oratorio per un momento di convivale fraternità.
Una esperienza ricca di contenuti significativi per il cammino della comunità di Borgo Pace che conta circa 3200 anime sapientemente guidata da don Gabriele (parroco dal 29 settembre 2021).
Più volte l’arcivescovo ha invitato i fedeli a proseguire il cammino con la familiarità che lui stesso ha respirato, mettere al primo posto la Parola di Dio, al centro l’Eucaristia e a vivere la comunione, con una particolare attenzione alle persone più fragili ed alle famiglie.
«Senza Eucaristia non possiamo vivere - ha detto l’arcivescovo -: vi invito a vivere la comunione il cui frutto è una chiesa famiglia di famiglie che si siedono insieme ogni domenica alla mensa eucaristica per far festa. È quindi importante camminare insieme, come ci indica il cammino sinodale».
A mons. Seccia hanno fatto eco le parole di don Gabriele che, nel rendimento di grazie a Dio per il dono della Santa Visita, ha sottolineato quanto grande sia l’affetto della comunità per i suoi Pastori e per la chiesa locale: «Oggi torniamo a casa, con il cuore carico di gioia, quella gioia di cui Lei, Eccellenza, è stato collaboratore».
Al vescovo è stato poi fatto dono di una valigia per il suo pastorale, che simboleggia la dignità e l'autorità episcopale, e richiama il ruolo del vescovo quale pastore della comunità cristiana a lui affidata, come il Buon Pastore Gesù di cui si narra nel Vangelo di Giovanni.
Ha proseguito don Gabriele: «È un segno del nostro affetto e della nostra riconoscenza per quanto detto e fatto in questi giorni, guidati dalla Parola e dal suo ministero. Che ogni passo sia illuminato dalla luce del Signore e che questo dono possa accompagnarla nei suoi percorsi».
Mons. Seccia non ha lesinato parole di compiacimento per essersi sentito a casa tornando a sperimentare la bellezza dell’essere e del fare il parroco (ricordando anche la sua esperienza parrocchiale agli inizi del suo ministero presbiterale nella chiesa di Barletta, sua città natale).
«In questi giorni abbiamo sperimentato l’abbraccio del Padre dei Cieli - conclude don Gabriele Morello - pieno di amore per i suoi figli. Stando con lei - chiosa prima del congedo nella messa domenicale -, ci siamo portati a casa un Padre che ci abbraccia con misericordia. È stato l’abbraccio del Padre dei Cieli, pieno di amore per i suoi figli. Lei ce lo ha trasmesso e la strada percorsa insieme per le vie del borgo è diventata un cammino pieno di misericordia, di amore e quindi di entusiasmo e soprattutto speranza. Allora ci venga a trovare più spesso. Questa è casa sua, ora e in futuro. Noi l’aspetteremo per vedere tramite i suoi occhi e la sua anima, il volto e il cuore di Dio».

