26 ottobre 2024: la XVI Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi approva il Documento finale ‘Per una Chiesa sinodale: comunione, partecipazione, missione’. Come precisato subito dopo da Papa Francesco, questo Documento “fa parte del magistero ordinario del successore di Pietro” e come tale richiede di essere accolto.

11 marzo 2025: Papa Francesco approva una fase di accompagnamento per l’attuazione del Sinodo che durerà tre anni, e che porterà ad un’assemblea ecclesiale nell’ottobre 2028, consolidando quanto compiuto fino ad allora, senza indire un nuovo Sinodo.
7 luglio 2025: pubblicazione delle ‘Tracce per la fase attuativa’ (SCARICA) approvate nei giorni scorsi dal XVI Consiglio ordinario della Segreteria generale del Sinodo, con l’incoraggiamento di Papa Leone a proseguire in questo cammino di “raccolta di frutti per una riflessione prospettica”.
Eccoci giunti, quindi, a quello che si può definire un quadro di riferimento per le Chiese locali di tutto il mondo che renda più agevole camminare insieme, per proseguire l’itinerario avviato da Francesco e confermato da Leone XIV.
Per il card. Grech, segretario generale del Sinodo, questa fase di accompagnamento implica per “le Chiese locali e i raggruppamenti di Chiese”, l’impegno a “dare attuazione” alle indicazioni del Documento finale di ottobre scorso, attraverso processi di “discernimento e decisione”.
Questo non va inteso come “una semplice applicazione di direttive provenienti dall’alto”, bensì come “un processo di recezione” del Documento finale in modo “adeguato alle culture locali e ai bisogni delle comunità”, mantenendo sempre l’obiettivo di “rendere concreto” lo scambio e il dialogo “tra le Chiese e nella Chiesa tutta”.
Su queste indicazioni di base, le ‘Tracce’ si articolano in una sessantina di pagine e quattro capitoli, scanditi da indicazioni e orientamenti, che approfondiremo sicuramente in seguito.
Nel testo troviamo l’invito a coinvolgere donne e uomini, nella varietà di carismi, vocazioni e ministeri; piccole comunità cristiane o comunità ecclesiali di base; parrocchie, associazioni, movimenti; consacrati. Tutti, insomma, perché è importante che si contribuisca ad “ampliare le possibilità di partecipazione e di esercizio della corresponsabilità differenziata di tutti i battezzati”, soprattutto di chi finora è rimasto ai margini, e ad ampliare l’ascolto anche in carceri e ospedali.
Avendo come “primo responsabile” della fase attuativa in ogni Chiesa locale il vescovo diocesano o eparchiale, Tracce ribadisce l’invito alle Chiese locali “a condividere i passi compiuti su alcuni ambiti specifici”. Uno su tutti, “l’effettivo accesso a funzioni di responsabilità e a ruoli di guida che non richiedono il sacramento dell’Ordine, da parte di donne e uomini non ordinati, sia laici e laiche, sia consacrate e consacrati”.
In generale, si raccomanda che il metodo sinodale non si riduca “a una serie di tecniche di gestione degli incontri”, ma sia vissuto come “esperienza spirituale ed ecclesiale che implica crescere in un nuovo modo di essere Chiesa”.
In attesa del Giubileo delle équipe sinodali e degli organismi di partecipazione che si terrà dal 24 al 26 ottobre 2025, e che sarà “un’occasione per tessere legami, scambiare esperienze e sintonizzarci meglio”, Grech sottolinea in particolare come in un mondo di guerra, c’è più che mai bisogno di una Chiesa che sappia essere “segno e strumento” della “unità di tutto il genere umano”.

