Come scrive il teologo Eloy Bueno, “la sinodalità è una categoria che nell’ambito ecclesiale aveva già assunto diritto di cittadinanza, ma all’interno di un’innegabile ambiguità concettuale e terminologica. Francesco vi introduce criteri di discernimento e traccia la via da seguire”.

Ed eccoci giunti alle ultime fasi del Cammino sinodale 2021-2024 con la seconda Assemblea Sinodale, in programma in Vaticano da domani 31 marzo al 3 aprile, che elaborerà le Propositiones, vale a dire le proposte e le indicazioni concrete, sia come esortazioni e orientamenti sia come determinazioni e delibere, da consegnare al Consiglio permanente e all’80ª Assemblea generale della Cei (26-29 maggio 2025). Il materiale costituirà il nucleo del Liber Synodalis da riconsegnare alle Chiese locali per la recezione e la verifica successiva.
La delegazione leccese sarà presente a questo grande evento spirituale con il vicario generale l’arcivescovo Angelo Raffaele Panzetta, don Damiano Madaro, Simona Abate coordinatrice della Casa della Carità di Lecce, e don Luca Bisconti.
Quale la novità? Con una lettera della Segreteria generale del Sinodo è stato annunciato un cammino per tappe che durerà tre anni e mezzo. Un itinerario che culminerà in un’Assemblea ecclesiale che si terrà nell’ottobre 2028 in Vaticano e che sarà scandito da alcune precise tappe. Tra queste anche un nuovo appuntamento nel calendario dei grandi eventi dell’Anno Santo: il Giubileo delle équipe sinodali e degli organismi di partecipazione in programma tra il 24 e il 26 ottobre prossimi.
Si partirà a maggio, quindi, con la pubblicazione del Documento di sostegno per la fase attuativa con le indicazioni per il suo svolgimento. Poi tra giugno 2025 e dicembre 2026 prenderanno forma i percorsi di attuazione nelle Chiese locali. Per tutto il 2027 e la prima parte del 2028, poi, ci saranno le assemblee di valutazione: nel primo semestre 2027 a livello locale, nel secondo semestre dello stesso anno a livello di Conferenze episcopali, e nei primi sei mesi del 2028 a livello continentale.
Da tutto questo lavoro, a giugno 2028, uscirà l’Instrumentum laboris, che sarà il documento di base sui ci si confronterà durante la grande Assemblea ecclesiale dell’ottobre 2028.
In questa fase del lavoro ci si aspettano “proposizioni brevi, chiare, essenziali, non discorsi, ma proposte votabili, emendabili, integrabili”: come chiarisce, in un’intervista rilasciata nei giorni scorsi ad Agensir, il presidente del Comitato nazionale del Cammino Sinodale mons. Erio Castellucci.
Quello che si annuncia ora è piuttosto un processo di accompagnamento e valutazione della fase dell’applicazione già in atto.
Si tratta di un processo volto a favorire il confronto tra le Chiese sulle intuizioni maturate nella fase applicativa. Dopo un periodo dedicato al lavoro di ciascuna realtà locale (fino al 2026), si desidera, nello stile sinodale, creare spazi di dialogo e di scambio di doni tra le Chiese perché si rafforzino i legami tra le Chiese a livello nazionale, regionale e continentale.
In questa fase, non si tratta più solo di ascoltare e raccogliere l’ascolto del Popolo di Dio, bensì di permettere ai responsabili delle Chiese e alle équipe sinodali di portare avanti con il resto della comunità un dialogo sui contenuti emersi dal Cammino Sinodale nella loro globalità, in modo che questo cammino venga adattato alla propria cultura e tradizione.
Per questo l’Assemblea è ecclesiale: equivale a sottolineare la sua diversa natura e funzione rispetto all’Assemblea sinodale già celebrata, che è e rimane sostanzialmente un’Assemblea di vescovi.
Il confronto sinodale, per volere di Francesco, mette al centro, quindi, non tanto singoli temi, quanto la questione del metodo e dello stile della Chiesa ai nostri giorni.

