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Il 17 novembre scorso, l’Ufficio beni culturali dell’arcidiocesi di Lecce ha ricevuto una pec da parte del Mibact-Sab-Puglia a firma del Soprintendente Annalisa Rossi nella quale, con decreto n. 3 del 16 novembre 2020, la raccolta bibliografica della Biblioteca arcivescovile “Innocenziana” viene dichiarata di «eccezionale interesse storico».

 

 

La pec è corredata da una minuziosa relazione tecnico-scientifica circa la storia della biblioteca e del suo patrimonio librario a firma dell’Ispettore archivistico onorario Giovanna Bino, che ne costituisce parte integrante.

La Biblioteca Innocenziana prende il nome dal Pontefice Innocenzo XII, Antonio Pignatelli, già vescovo di Lecce; essa iniziò a costituirsi nella prima metà del Settecento sotto mons. Fabrizio Pignatelli, vescovo di Lecce, con le edizioni della Tipografia vescovile di quel tempo; nel 1799 si poté ampliare aggiungendo al primo nucleo i volumi provenienti dai soppressi conventi di Lecce, dei padri di San Benedetto, di San Domenico, di Sant’Agostino, dei Frati minori della Riforma e dei Cappuccini di Rugge. La dote dei libri si accrebbe poi di anno in anno con le opere donate da vescovi, sacerdoti e privati cittadini. Fu aperta al pubblico il 9 Gennaio 1961.

 L’arcivescovo mons. Cosmo Francesco Ruppi, con proprio decreto reg. prot. A/2 sez. 2 n. 5174, allo scopo di provvedere l’Istituto superiore di scienze religiose di Lecce di uno strumento necessario ed adeguato ai suoi fini istituzionali, ha affidato la Biblioteca alla custodia e alla direzione dell’Istituto, nominando il Direttore dell’Issr pro tempore, don Antonio Perrone, e successivamente il mons. Luigi Manca. Dal 2002 la direzione della Biblioteca è stata distinta dalla direzione Issr, con nomina arcivescovile, è stato designato il don Pasquale Matino. Dal 2013 la Biblioteca è stata affidata alla gestione dell’Issr.

La Biblioteca possiede un cospicuo patrimonio librario antico costituito da 3 incunaboli, 224 cinquecentine, un cospicuo numero di volumi del Seicento, 1438 testi del Settecento e 121 manoscritti redatti tra il 1605 e il XIX secolo, inventariati e catalogati, perciò disponibili per la consultazione in Opac sbn-libro antico. Tra le opere, gli Annales ecclesiastici, opera monumentale di Cesare Baronio (1588-1607); l’Encyclopédie ou dictionnaire raisonné des sciences, des arts et des…, seconda edizione dell’opera di Diderot e D’Alembert, stampata a Lucca presso i Giuntini tra il 1758 e il 1767 su commissione di O. Diodati; mentre tra i 121 manoscritti degni di nota sono Il mondo magico degli eroi di Cesare della Riviera del 1605 e Memorie di Torre Santa Susanna di Costantino Panarese (secolo XIX). Di contro il patrimonio librario moderno è rappresentato da circa 54.000 volumi (di cui circa 30.000 volumi catalogati on-line e consultabili sempre in Opac sbn libro-moderno) riguardanti il campo biblico, storico, filosofico, teologico, patristico, arricchitasi con le donazioni dei patrimoni librari  (Fondi: Onarmo, Colonna, De Blasi, Ruppi, Pinto, De Simone, Giordano, D’Ambrosio, Graziuso a cui si aggiunge la recentissima donazione della notevole biblioteca del prof. Arrigo Colombo) e circa 50 periodici in corso.

In merito a tutto ciò il Mitbac ha ritenuto «che la raccolta bibliografica […] descritta riveste eccezionale, interesse culturale ai sensi dell’art. 10, com. 3, lettere b) c) d), e dell’art. 13 del D. Lgs 42/2004 […]».

Il 12 dicembre 1983 la Giunta regionale dichiarava la Biblioteca Innocenziana, Istituzione di “interesse locale”.

Una bella notizia, grande soddisfazione e un bel traguardo - ha dichiarato l’Ufficio beni culturali e il direttore della Biblioteca mons. Luigi Manca, nonché vicario generale della diocesi e ovviamente l’arcivescovo Michele Seccia. Soddisfazione da condividere con Lorella Ingrosso e alla quale va il nostro grazie, che dal 2008 gestisce con passione, garbo e zelo la biblioteca svolgendo il proprio lavoro con competenza e in maniera indefessa, permettendo agli utenti una fruizione sempre più efficace sia dei servizi, sia del patrimonio librario.

La catalogazione on-line e il servizio di prestito interbibliotecario danno la possibilità di una fruizione della Biblioteca non solo su territorio nazionale, per cui il riconoscimento di una Biblioteca di interesse nazionale certamente sarà un orgoglio non solo per l’arcidiocesi, ma per la città di Lecce.

Inoltre dal 2015, la Biblioteca, godendo già di una salda esperienza in didattica e visite guidate, ha aderito, con il benestare dell’arcidiocesi, al programma “Alternanza scuola-lavoro”, previsto dalla legge 107/2015 (La buona scuola); ancora, da diversi anni, grazie ad una convenzione stipulata tra l’arcidiocesi di Lecce e l’Università del Salento, la Biblioteca ospita gli studenti dei corsi di laurea triennale e magistrale. Alle collaborazioni scolastiche, si aggiunge la cooperazione con l’Istituto superiore di scienze religiose metropolitano “Don Tonino Bello” di Lecce, organizzando, conferenze e incontri con gli studenti, per indirizzarli alla ricerca bibliografica.

 

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