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L'annoso problema della disoccupazione, a seguito della pandemia da Covid-19, ha assunto dimensioni preoccupanti.

 

 

Rimettere il lavoro al centro di processi formativi per i giovani, che preparino ad un lavoro libero, creativo, partecipativo, solidale, è un impegno che si propone la Chiesa di Lecce in linea con le direttive dei vescovi italiani per rafforzare la filiera formativa professionalizzante e per cercare di ridurre, per quanto possibile, la disoccupazione giovanile.

Per questa ragione la diocesi di Lecce, nell’ottica del principio di sussidiarietà, ha pensato di offrire, gratuitamente, percorsi di formazione al lavoro. Uno strumento concreto, il più possibile ben fatto, per preparare i giovani e coloro che in questo momento non sono inseriti nel mercato del lavoro, a individuare nuove strade, realmente percorribili, per mettersi o rimettersi in gioco.

Già a settembre partirà un CORSO di 200 ore per operatori addetti alla realizzazione di manufatti lignei di pregio per il quale i partecipanti riceveranno un’indennità di 300 euro.

Esso è rivolto a giovani disoccupati dai 17 ai 29 anni che non frequentano nessun corso di studio.

La scelta di tale percorso deriva dal fatto che negli ultimi anni, il vistoso incremento del flusso turistico nella Puglia ed in particolare nel Salento, ha prodotto un significativo fenomeno volto al recupero di antiche masserie, vecchie case coloniche. Ciò ha richiesto il sistematico recupero di arredi d'epoca ed il conseguente ricorso ad abili ebanisti ed esperti nel restauro.

Le stesse chiese nascondono numerosissimi beni in legno molto antichi e di pregio che hanno bisogno di essere recuperati. Inoltre, l’interesse per l'antiquariato anche da parte dei privati, è cresciuto al punto tale che gli attuali restauratori non riescono a far fronte ad una domanda qualificata ed esigente che riconosce nei mobili antichi, beni culturali, testimoni di una “civiltà”.

Da ultimo e non meno importante si vorrebbe creare una modalità di utilizzo del legname, finora considerato di scarto, derivante dagli ulivi colpiti da Xylella a simboleggiare una nuova rinascita di ciò che è andato distrutto.

La stessa Unione europea, ha definito “molto interessante” la professione del restauratore ed ancor di più in Italia che è la nazione più ricca di beni culturali ed è leader mondiale nel campo del restauro.

Tale progetto è il risultato di un’azione sinergica che ha visto coinvolti gli uffici della diocesi di Lecce della Caritas, della Pastorale giovanile, della Pastorale sociale e del lavoro ed il Progetto Policoro, i cui rispettivi direttori don Nicola Macculi, don Alessandro Mele, Annarita Quarta ed Emanuele Perlangeli esprimono vivi ringraziamenti alla Cisl di Lecce nelle persone del segretario generale Antonio Nicolì e di Ada  Chirizzi, all’ente di formazione Asesi nelle persone del direttore Riccardo Rucco e di Simonetta Pino e della Confartigianato nelle persone del presidente Mario Vadrucci e di Emanuela Aprile che condividono i valori sociali cui si la Chiesa nel campo del lavoro: no all’assistenzialismo, sì all’accompagnamento delle persone dentro percorsi di speranza, in cui ognuno possa rimettere a fuoco il proprio desiderio di crescita personale e professionale, con il loro prezioso contributo intriso di sensibilità e professionalità hanno consentito la realizzazione di questo percorso.

 

Chiesa di Lecce per il Coronavirus