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Entusiasmo da bambino e sapienza da veterano: non è una contraddizione ma il tratto saliente e predominante della vita di don Antonio Pellegrino che loda, benedice e ringrazia il Signore per i 70 anni di ordinazione sacerdotale!

 

 

Quanto tempo, si potrebbe esclamare! Tanti anni, è vero, ma sempre vissuti nella fedeltà a Cristo, nell’obbedienza alla Chiesa e nel desiderio grande di essere per tutti segno della bontà, della tenerezza e dell’amore divino.

Da sempre legato alla sua città di Trepuzzi e ai suoi concittadini è divenuto per il suo popolo un punto di riferimento costante: mai sopra le righe, uomo semplice e pieno di voglia di vivere, don Antonio può a pieno titolo appartenere alla categoria dei “puri di cuore” (Mt 5,8).

Potrei evidenziare, tra gli innumerevoli, tre tratti della sua persona lo rendono unico: il desiderio instancabile di fare, il suo sentirti prete al 100/100 e vivere la comunione nel presbiterio, la generosità verso il prossimo.

Per don Antonio sembra non essere mai giunta l’età canonica della pensione; la vita ministeriale attiva, il progetto di metter su una parrocchia dedicata a San Filippo Smaldone, il dedicarsi all’ascolto e all’accompagnamento di chi lo cerca anche solo per un consiglio, fanno di lui il sacerdote in grado di “farsi servo di tutti” (cfr. 1Cor 9,19).

Potrebbe sembrare scontato per un ministro di Dio, ma ciò che ancor di più meraviglia di lui è la capacità di saper stare nella sua famiglia sacerdotale e con i suoi confratelli nel sacerdozio; rispettoso dell’autorità del vescovo, tenero nell’approcciarsi ai sacerdoti giovani come solo un uomo saggio sa fare, lodevole nell’essere paterno verso i preti più adulti, amico insostituibile per i suoi coetanei.

Come non sottolineare la sua personalità gioiosa e ilare, il suo immancabile rallegrare i pranzi durante i ritiri mensili del clero o le settimane di aggiornamento teologiche con i suoi appropriati e originali stornelli e con le sue mirabili poesie in grado di strappare sorrisi ed applausi a tutti i convenuti?

C’è un lato, forse nascosto, che, però, rende don Antonio un sacerdote davvero contemplativo ed è la carità: mosso dalla Parola del Signore che dice “il Padre tuo che vede nel segreto ti ricompenserà” (Mt 6,6), egli non lesina la mano tesa della preghiera, della vicinanza affettuosa e dell’aiuto concreto a coloro che cercano una fonte di ristoro non solo del corpo ma anche dello spirito.

La vita e il ministero di questo sacerdote, umile e buono, sono stati sempre scanditi da questa quotidianità intrisa di Vangelo, dal riconoscere il Signore che in modo ordinario ha reso straordinaria la sua esistenza.

Le comunità parrocchiali e tutta la cittadinanza di Trepuzzi che vedono in lui una sentinella vigile e premurosa chiedono al Sommo ed Eterno Sacerdote, Cristo Gesù, di benedire e ricolmare di grazia il caro don Antonio e a lui augurano di essere in mezzo al popolo che lo ama, ancora per tanto tempo, segno credibile di Cristo.

Ad maiora et meliora, carissimo don Antonio!

 

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