Dal 14 al 17 settembre prossimi, presso il Bildungshaus Schloss Puchberg di Wels, in Austria, si svolgerà il simposio europeo “Shaping Synodality in Europe - From Vision to Roadmap” (“Plasmare la sinodalità in Europa. Dalla visione alla tabella di marcia”), un importante appuntamento nel cammino sinodale delle Chiese europee.

L’incontro, organizzato sotto il patrocinio del Consiglio delle conferenze episcopali europee (Ccce), in collaborazione con il Gruppo di ricerca del Dipartimento per la sinodalità dell’Università cattolica privata di Linz e con la Task Force Europea del Ccee, si inserisce nella fase di attuazione del Sinodo 2025-2028. Costituirà inoltre una tappa verso l’Assemblea ecclesiale europea prevista per la primavera del 2028, che precederà l’Assemblea ecclesiale mondiale dell’ottobre dello stesso anno.
L’obiettivo non è semplicemente quello di organizzare una conferenza sulla sinodalità, ma di creare uno spazio di incontro, ascolto, discernimento e condivisione delle esperienze delle Chiese nazionali, per comprendere come dare una forma sempre più concreta alla sinodalità nel contesto europeo.
Tre saranno le grandi prospettive che accompagneranno i partecipanti.
Il primo giorno sarà dedicato al battesimo come sorgente della vita sinodale. La sinodalità, infatti, non nasce anzitutto dalle strutture, ma dalla comune dignità battesimale e dalla relazione con Dio, che chiama ogni credente ad assumere responsabilmente la propria presenza nella Chiesa e nel mondo.
La seconda giornata guarderà direttamente all’Europa e alle sue sfide. Guerra, migrazioni, polarizzazione, nazionalismi, mondo digitale, ecumenismo e catechesi saranno alcune delle realtà sulle quali i partecipanti saranno chiamati ad ascoltarsi e confrontarsi. Una Chiesa sinodale, infatti, non può allontanarsi dalle ferite del continente, ma è chiamata a diventare luogo di ascolto e di speranza proprio dove le divisioni sono più profonde.
La terza giornata sarà invece dedicata alla trasformazione della Chiesa e alla missione. Il tema centrale sarà quello di una Chiesa nella quale la dignità e la responsabilità di tutti i battezzati possano trovare espressione concreta nei ministeri, nei processi di discernimento e nelle strutture ecclesiali. Non semplici cambiamenti organizzativi, dunque, ma una conversione dello stile ecclesiale capace di rendere sempre più visibile la Chiesa missionaria indicata dal Concilio Vaticano II.
Un ruolo importante sarà affidato anche alle Conversazioni nello Spirito, che accompagneranno le diverse giornate come metodo di ascolto e discernimento comunitario. Il programma prevede inoltre momenti liturgici, di preghiera e di confronto tra i partecipanti provenienti dalle diverse realtà ecclesiali europee.
Il cammino proposto a Wels può essere sintetizzato in tre movimenti: accogliere la vicinanza di Dio, ascoltare la realtà dell’Europa e dare forma a una Chiesa sinodale viva nella missione. È un percorso che vuole condurre dalla visione alla concretezza, affinché la sinodalità diventi sempre più uno stile ordinario della vita ecclesiale.
Saranno presenti tutte le nazioni Europee. L’Italia sarà rappresenta da un gruppo di sacerdoti e laici indicati dalla CEI. Anche per la Moldavia sarà presente, rappresentata da mons. Cesare Lodeserto, sacerdote Fidei donum della diocesi di Lecce e vicario generale della diocesi di Chisinau.
Camminare insieme non significa semplicemente essere gli uni accanto agli altri, ma imparare ad ascoltare ciò che lo Spirito dice oggi alla Chiesa, per essere insieme testimoni del Vangelo nell’Europa del nostro tempo.

