«Perché stessero con lui»: questo versetto di Marco (3,14) è stato il filo conduttore che ha accompagnato il corso di esercizi spirituali per giovani dai 17 ai 30 anni appena concluso, a Merine, presso la Casa di spiritualità “Cuore Immacolato di Maria”.

 

 

Predicati da don Salvatore Corvino, direttore del Servizio diocesano di pastorale giovanile e vocazionale, ha rappresentato una nuova ed intensa opportunità che, ad un mese dall’esperienza estiva a Colle Don Bosco, in Piemonte, ha dato continuità a quel cammino in profondità orientato ad andare “Oltre la superficie”.

I giovani sono stati chiamati a mettere da parte i rumori e la frenesia della quotidianità per poter ascoltare la voce del Signore che chiama ciascuno per nome. «Dove dimori?»: è la domanda che hanno rivolto al Signore, la stessa dei primi apostoli di Gesù, la domanda di un cuore che cerca casa, che desidera pace.

Inizialmente apparso come un progetto ambizioso perché improntato sul silenzio e sulla disconnessione da tutte le distrazioni che il nostro tempo ci impone, è risultata poi risorsa preziosa per dare senso a quella pace, e far spazio a Cristo con cuore libero. Quel silenzio è diventato così compagno di viaggio privilegiato e, nonostante a volte sia stato faticoso, ha accolto preghiere, riflessioni, dubbi, bisogni, che non sempre si riesce ad esprimere ad alta voce.

Marta, Maria, il giovane ricco, Zaccheo e i discepoli di Emmaus con le loro storie forti hanno parlato alla vita di ciascuno per riscoprire un sempre nuovo e ardente desiderio di cercare la bellezza dell’incontro con Cristo, riconoscendosi da Lui amati e guardati con tenerezza. La Parola del Signore, al centro di ogni meditazione, ha riacceso domande, scaldato cuori, provocato lacrime nella certezza che per “stare” con Dio occorre “fare sul serio” e godere della “parte migliore” che non ci sarà mai tolta: il tempo con il Signore stesso, l’incontro vivo con Lui.

Questo cammino spirituale è poi culminato con l’ordinazione sacerdotale di don Enrico De Leo, celebrata nella mattina del 5 settembre, nella cattedrale di Lecce. Uniti alla gioia e alla preghiera di don Enrico, questi giovani hanno, ancora una volta, sperimentato concretamente quanto il Signore possa chiamare ciascuno a fare cose grandi, se solo si è disposti ad aprire il cuore per poterlo ascoltare ed accogliere.

E così, con la gioia nell’animo e la pienezza nel cuore, i ragazzi sono tornati a casa, pronti a continuare, nonostante le sfide di una quotidianità rumorosa, ad alimentare la propria fede e a persistere nel cammino, contando sull’amore incondizionato e provvidente di Dio.

 

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