È ormai trascorso un anno dalla nascita al cielo di don Rossano Santoro, e il suo ricordo è ancora vivo per tutta la comunità diocesana di Lecce che ha servito per quarant’anni come sacerdote.

 

 

Don Rossano si spense dopo una lunga e dura lotta contro una grave malattia l’8 settembre dell’anno scorso. Domani 9 settembre verrà ricordato durante una messa di suffragio alle 19 presso la chiesa di Sant’Angelo nel centro storico di Lecce, dove è stato rettore negli ultimissimi anni di vita.

Lo ricordano ancora con grande affetto soprattutto a Surbo dove è stato parroco della comunità di Santa Lucia per venticinque anni e dove ha lasciato in tanti modi il segno dell’amore e della misericordia di Dio per il suo popolo. La bellezza del suo ministero vive ancora a “Casa Pico” dove vive l’associazione di volontariato “Marco 6,31”, un rifugio accogliente per i disabili.

Don Rossano si formò negli anni della scuola media e del ginnasio nel seminario diocesano di Lecce, frequentando poi il seminario interdiocesano di Taranto negli anni del liceo prima di approdare nel regionale di Molfetta per lo studio della teologia e la formazione al presbiterato.

Il 12 ottobre del 1985, Michele Mincuzzi lo consacrò sacerdote inviandolo come educatore nel seminario diocesano durante il rettorato dell’attuale vescovo di Nardò-Gallipoli, mons. Fernando Filograna. Poi fu vicario parrocchiale nelle comunità cittadine di San Giovanni Maria Vianney, di San Sabino e nella matrice di San Cesario ricoprendo anche gli incarichi di assistente del Movimento studenti dell’Azione cattolica diocesana e di direttore della Scuola diocesana di formazione teologica per poi approdare nel 1997 appunto a Surbo come parroco di Santa Lucia. Ha guidato quella comunità per 25 anni, fino al 2022 quando gli è subentrato l’attuale parroco, don Antonio Sozzo.

Negli anni del suo ministero, don Rossano è stato docente dell'Istituto superiore di scienze religiose "don Tonino Bello" di Lecce e ha insegnato religione cattolica nelle scuole superiori della città continuando a studiare conseguendo prima la licenza in teologia e poi, pochi anni prima della sua morte, la laurea in filosofia presso l’Università del Salento.

Dopo aver lasciato la parrocchia surbina è stato rettore, a Lecce, prima della chiesa di San Giuseppe e, negli ultimi due anni, del santuario diocesano dell’Addolorata a Sant’Angelo dove furono celebrate le esequie un anno fa e dove domani verrà ancora ricordato nell’amore di Cristo.

 

 

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