Ieri, 1° settembre, il Servizio diocesano per la pastorale giovanile e vocazionale, guidato da don Salvatore Corvino (ieri sera accompagnato da don Emanuele Tramacere, presenti anch’essi al campo estivo piemontese) ha promosso un incontro-rimpatriata con i ragazzi che hanno vissuto l’esperienza proposta alla fine di luglio a Colle don Bosco (LEGGI).

 

 

È stata una serata per rileggere l’esperienza e proiettarsi ai prossimi passi: i cammini diocesani per giovani che inizieranno dopo la Gmg diocesana di novembre e che condurranno alla Gmg di Seoul, in un cammino diocesano sempre più orientato alla santità.

È passato appena un mese dalla conclusione del campo estivo ma quella esperienza non è rimasta un ricordo da archiviare. Ieri i giovani si sono ritrovati insieme per rileggere quanto vissuto, condividere ciò che è rimasto nel cuore, alimentare le amicizie nate e, soprattutto, continuare un cammino che non si è concluso con il ritorno a casa.

Il tema scelto per quei giorni, “Oltre la superficie, verso la santità” - che ha avuto come riferimento la storia di Nicodemo - continua così a interrogare i giovani; non come uno slogan da ricordare, ma come una direzione da assumere nella vita quotidiana.

L’incontro di ieri ha avuto proprio questo sapore: tornare su un’esperienza vissuta insieme per scoprire che alcune parole, alcuni incontri e alcuni luoghi acquistano un significato nuovo quando vengono riletti a distanza di tempo.

Colle don Bosco, Torino e gli altri luoghi visitati, per i giovani, non sono stati soltanto una destinazione, ma una tappa di un percorso che ha messo al centro la domanda sulla santità e sulla possibilità di viverla oggi, dentro la normalità delle relazioni, delle scelte, dello studio, del servizio e dell’amicizia.

Ieri, in una serata semplice vissuta tra la celebrazione eucaristica e un momento di riflessione e convivialità, l’attenzione è andata sul Vangelo dell’Annunciazione, testo prezioso per offrire una chiave di rilettura al cammino. Anche Maria, d’altronde, viene raggiunta da domande che vanno oltre ciò che immediatamente riesce a comprendere. Non si ferma alla superficie dell’evento, ma accoglie una parola che la invita a fidarsi e a mettere la propria vita a disposizione di un progetto più grande.

È la stessa prospettiva che i giovani hanno incontrato guardando alla testimonianza della santità torinese, a partire da don Bosco, Domenico Savio e Piergiorgio Frassati. Storie diverse, due epoche diverse, ma la stessa capacità di andare oltre, di entrare dentro, in una storia di fede mai separata dalla vita e dalla cura.

Proprio questa è la più importante consegna che l’esperienza estiva ha lasciato ai giovani: imparare a guardare più in profondità. Anche la serata di ieri si è posta su questa scia, con il desiderio di un cammino comune che alimenti la vita dei giovani, tappa dopo tappa, nella certezza che ciascuno può essere accompagnato nello scoprire la sua vocazione alla felicità, che passa da volti, storie e scelte concrete.

Questo filo che unisce il cammino compiuto dai giovani si apre allora verso nuove mete, da vivere insieme, a partire dagli esercizi spirituali che i giovani più grandi vivranno nei prossimi tre giorni. Continua, dunque, un cammino nelle domande e nelle scelte di vita e soprattutto nella consapevolezza che domanda dopo domanda, passo dopo passo, ciascuno può andare davvero oltre la superficie, entrando nella profondità di una prospettiva che la Chiesa diocesana desidera offrire come opportunità preziosa.

Come Maria, ci si può fidare, nella disponibilità di un “eccomi” che è la conseguenza di una porta aperta alle sorprese che Dio compie nella vita di ciascuno.

E così, un mese dopo il rientro, il campo estivo è diventato un nuovo punto di partenza. Oltre la superficie. Verso la santità. Insieme.

 

Photogallery di Arturo Caprioli.

 

 

 

 

 

 

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