Ricco di meriti per un vigoroso sostegno sociale proiettato allo sviluppo del Sud: mons. Gennaro Trama introdusse e guidò la Chiesa leccese nella prima parte del XX secolo.

Svolse il suo ministero nel Salento per oltre venticinque anni, impegnandosi ad affrontare una complessa situazione causata anche dal modernismo e dal primo conflitto mondiale. Ben consapevole che i vescovi erano chiamati ad affrontare nuove situazioni politiche e sociali.
Mons. Raffaele De Simone, da storico attento a conoscere lo sviluppo civile e religioso indagando sul concreto evolversi delle situazioni civili ed ecclesiali con particolare attenzione sulle scelte episcopali e sull’evoluzione delle comunità locali, studiò attentamente il lungo ministero episcopale (1902-1927) del presule salentino.
L’intento del ricercatore fu quello di individuare l’evoluzione degli eventi senza slanci fondati sull’ardore encomiastico della devota esaltazione scadendo in esagerazioni laudative: l’esame rigoroso delle fonti e delle attività di mons. Trama emerse, pure nelle situazioni incerte e contrastate, dai fatti attentamente esaminati. Evidenziando un impegno pastorale ricco di impegno propositivo in ambito magisteriale nel rapporto con il clero ed i fedeli laici.
Come, ad esempio, la scelta, da pioniere culturale e sociale, di sostenere, nel profondo Meridione, la nascita di un istituto bancario, a sostegno di attività lavorative e benefiche.
De Simone compì approfondite indagini. Precisava: “Non mi è tato possibile consultare l’archivio della sede diocesana dell’Azione cattolica italiana, nonostante la disponibilità offertami dall’attuale assistente mons. Francesco Mannarini. I riferimenti ai primi assistenti dell’Ac leccese, fatti da mons. Ugo de Blasi e gli appunti del can A. Rotino sulla Giac al tempo di Trama (che mi sono stati dati in visione) colmano sensibilmente questa lacuna”.1
“Il vescovo Gennaro Trama (1856-1927) è così tratteggiato senza ira e animosità, ma anche senza entusiasmo retorica ed esagerazioni da necrologio. Ne risulta una narrazione scarna sino all’osso, con precisi riferimenti di testimonianza, con puntigliose precisazioni circa gli argomenti controversi (si veda la focalizzazione critica della duplice nomina contemporanea del Trama a due vescovadi). Qualcuno potrà non essere d’accordo con tale metodologia estremamente positiva e forse l’accuserà di «forbici e colla». Ma l’eventuale detrattore sarebbe oltretutto ingiusto, perché ignorerebbe l’immenso lavoro di paziente esplorazione archivistica e di intelligente ricostruzione del personaggio compiuta dal De Simone”2, commentò il noto ed autorevole prof. Franco Molinari, docente presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore.
Dalle attente ricerche emerse decisamente che c’erano già tanti fermenti socio-pastorali che poi caratterizzarono la religiosità regionale per larga parte de XX secolo.
“Un Vescovo del Sud”: il titolo molto significativo di un esame storico compiuto appunto dal De Simone nel suo approfondito testo sul presule leccese…
*direttore Archivio storico diocesano
1 R. DE SIMONE, Un vescovo del Sud, cit., p. 143.
2 Ibidem, p. 10.

