Grande è la gioia della Chiesa di Lecce.

 

 

Nella giornata odierna l’arcivescovo Angelo Raffaele Panzetta ha reso noto che il prossimo 6 novembre, alle 18, festa della diocesi nell’anniversario della Dedicazione della chiesa cattedrale, ordinerà diaconi gli accoliti Simone Politi e Andrea Rizzo. Diretta tv su Portalecce e Tele Dehon.

Simone Politi, originario della parrocchia Santa Maria della Porta in Lecce dopo aver frequentato il seminario minore intraprende l’iter formativo nel seminario regionale pugliese di Molfetta. Dopo l’esperienza formativa vissuta presso la Piccola casa della Divina Provvidenza di Torino fondata da San Giuseppe Cottolengo, è stato inviato dal pastore leccese a vivere l’esperienza pastorale presso la comunità di Sant’Andrea Apostolo in Novoli per collaborare con don Stefano Spedicato.

Andrea, originario della parrocchia matrice di Trepuzzi dopo aver frequentato il seminario arcivescovile di Lecce ha vissuto la preparazione al ministero ordinato dapprima nel seminario regionale di Molfetta e successivamente in quello di Chieti. Nell’anno pastorale che sta terminando, concluso l’itinerario seminariale, l’arcivescovo Panzetta lo ha inviato per il tirocinio pastorale presso la parrocchia Santa Maria del Popolo in Surbo in aiuto al parroco don Mattia Murra che ne ha seguito i primi passi e la costante crescita nella vita comunitaria.

Andrea e Simone si apprestano, dunque, a dire il proprio “Eccomi” al Signore, consacrandosi al servizio della Parola, dell’altare e della carità.

Il ministero del diacono è come la prima soglia del fuoco sacro, un passo decisivo verso l’altare, preludio del sacerdozio ministeriale.

È la pietra d’angolo su cui si costruisce, giorno dopo giorno, la fedeltà a Cristo servo.

Come il lucignolo che annuncia la fiamma, il diacono è chiamato a servire la Parola, l’altare e i fratelli, manifestando in ogni gesto l’umiltà del Signore che «non è venuto per essere servito, ma per servire» (Mt 20,28).

Per Andrea e Simone e per tutta la Chiesa locale, questa ordinazione è segno di speranza e di rinnovata fecondità vocazionale: due giovani che, come pietre vive, si inseriscono nell’edificio spirituale che Dio va edificando in Lecce (cfr. 1Pt 2,5).

L’ordinazione, inserita nel contesto solenne della Dedicazione, diviene segno di un altare vivo, una testimonianza concreta che la Chiesa è edificata non solo su mura antiche, ma su cuori che dicono “Eccomi.

La cattedrale accoglierà, dunque, nella stessa celebrazione, due misteri intrecciati: la memoria della propria consacrazione e la nascita di due nuovi ministri al servizio del Vangelo.

Pietre e cuori si uniranno in un solo canto di lode, perché davvero «la gloria di questa casa sarà più grande di quella di un tempo» (Ag 2,9).

L’intera comunità diocesana è invitata a unirsi a questo momento di grazia, segno di una Chiesa che cresce e si rigenera nella comunione e nel servizio e a pregare fin da ora perché Simone e Andrea possano conformarsi a Cristo Servo e perché sul loro esempio il Bel Pastore possa chiamare tanti giovani a mettersi alla sua sequela.

 

 

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