Sono rientrati nella tarda serata di ieri i giovani della Chiesa di Lecce che per iniziativa del Servizio diocesano di pastorale giovanile hanno vissuto l’esperienza estiva a Colle don Bosco e dintorni, in Piemonte.

Sessanta giovani di cui una decina di seminaristi e i due diaconi don Enrico de Leo e don Giuseppe Ferraro hanno compiuto un intenso pellegrinaggio spirituale a Colle Don Bosco e ai luoghi tanto cari ai santi piemontesi.
Alla guida quattro sacerdoti della diocesi di Lecce e l'equipe educativa della pastorale giovanile e vocazionale Luigi Margiotta, Luca Cantoro, Carmelina Montinaro, Giorgia Calogiuri, Francesca e Sofia Rizzo.
In questi sei giorni i giovani della nostra diocesi hanno vissuto un itinerario dal titolo “Oltre la superficie. Verso la meta”, lasciandosi guidare dalla figura evangelica di Nicodemo. Un percorso che li ha accompagnati, tappa dopo tappa, a passare dalla notte delle domande alla luce di una fede più consapevole, imparando che la santità non è riservata a pochi, ma è una chiamata possibile per ogni giovane.
Le giornate hanno intrecciato preghiera, catechesi, laboratori, pellegrinaggi e fraternità. Da Colle Don Bosco ai luoghi salesiani di Torino, passando per Mondonio, Morialdo, l’Isola di San Giulio dove hanno conosciuto il monastero di Madre Maria Canopi, il Lago Maggiore e la Sacra di San Michele (una delle soste del Cammino dell’Arcangelo, passa anche per Monte Sant’Angelo, in Puglia e arriva fino a Gerusalemme) ogni tappa è diventata occasione per rileggere la propria vita alla luce del Vangelo. Il cammino ha seguito un filo conduttore preciso: restare nella domanda, uscire allo scoperto, andare dove serve, fino a giungere alla luce del giorno, quando la fede si traduce in gesti concreti di amore e in un discernimento fatto alla luce di una Parola che come il seme gettato muore dentro ciascuno per dare frutto.
Accanto a Nicodemo, i giovani hanno incontrato alcuni grandi testimoni della santità: San Giovanni Bosco, Mamma Margherita, San Domenico Savio, San Pier Giorgio Frassati e Santa Maria Mazzarello. Figure diverse, ma accomunate dalla capacità di vivere il Vangelo nella quotidianità, mostrando che la gioia, il coraggio, la semplicità e il servizio sono le strade concrete attraverso cui Dio continua a parlare alle nuove generazioni.
Particolarmente intensa è stata la veglia finale sul Colle Don Bosco, durante la quale i ragazzi hanno meditato sulle parole di San Paolo: “Noi siamo il profumo di Cristo”. Un invito a comprendere che il cristiano non è chiamato ad attirare l’attenzione su di sé, ma a diffondere, con discrezione e autenticità, il profumo della presenza di Dio nella vita di ogni giorno.
La verifica finale ha ripercorso i simboli della Parabola del Seminatore.
Non è passato inosservato il valore simbolico della data. Terminare il campo il 1° agosto, memoria di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, dottore della Chiesa e maestro di vita spirituale, ha richiamato tutti a una santità fatta di misericordia, vicinanza e annuncio del Vangelo, particolarmente cara a un santo che dedicò la propria esistenza alla formazione del popolo di Dio.
Il ritorno a Lecce non rappresenta, dunque, la fine dell’esperienza, ma l’inizio di una nuova responsabilità. Se Nicodemo, incontrando Cristo, è passato dal buio alla luce, anche questi giovani tornano nelle loro famiglie e nelle loro comunità con il desiderio di vivere una fede meno superficiale e più concreta, capace di trasformarsi in servizio, relazioni autentiche e testimonianza quotidiana. Perché il vero campo scuola, quello della vita, comincia adesso.
Racconto per immagini di don Emanuele Tramacere.

