Era il 29 giugno 1996 quando l’arcivescovo Cosmo Francesco Ruppi diede vita a un’unica realtà formativa per la crescita teologica e ministeriale del laicato. Una scelta profetica che continua a generare frutti nella vita pastorale dell’arcidiocesi di Lecce.

 

 

 

Oggi la Chiesa locale celebra il compimento di trent’anni di storia, di formazione e di servizio ecclesiale. Trent’anni durante i quali centinaia (o forse migliaia) di fedeli laici, religiosi, religiose e operatori pastorali hanno trovato nella Scuola diocesana di formazione teologica (Sdft) un luogo privilegiato di crescita, di maturazione nella fede e di approfondimento culturale. Ricorre quest’anno il trentesimo anniversario dell’istituzione della Scuola, voluta dall’arcivescovo Ruppi, con decreto (IL DECRETO) emanato il 29 giugno 1996, solennità dei Santi Pietro e Paolo Apostoli. Con quell’atto prendeva avvio una nuova stagione per la formazione teologica e pastorale della Chiesa leccese, inaugurando il primo anno formativo 1996-1997.

Le motivazioni che accompagnarono quella scelta conservano ancora oggi una sorprendente attualità. Nel decreto istitutivo, mons. Ruppi evidenziava come «sotto l’impulso dello Spirito e per l’efficace impegno degli Uffici pastorali diocesani» la ministerialità nella Chiesa locale avesse conosciuto un significativo sviluppo. Una crescita che richiedeva percorsi formativi adeguati, capaci di sostenere e accompagnare quanti erano chiamati a svolgere un servizio sempre più qualificato nelle comunità ecclesiali. In piena sintonia con gli orientamenti della Conferenza episcopale italiana, espressi in due documenti - La formazione teologica nella Chiesa particolare (1985) e Gli istituti di scienze religiose a servizio della fede e della cultura (1993) -, l’arcivescovo dispose la costituzione della Scuola diocesana di formazione teologico-pastorale, affidandone la direzione e l’organizzazione all’Istituto diocesano superiore di scienze religiose (IL REGOLAMENTO) all’epoca diretto da don Antonio Perrone, oggi parroco di Santa Lucia in Lecce e docente di Sacra Scrittura nell’Istituto superiore di scienze religiose metropolitano di Lecce. Oggi la Scuola ha una sua autonomia ed è diretta da mons. Piero Quarta.

Fu una decisione lungimirante, che riunì in un unico progetto formativo le diverse esperienze fino ad allora promosse dai vari Uffici pastorali diocesani, favorendo una più profonda comunione ecclesiale e una maggiore unità di intenti nell’azione pastorale.

Guardando oggi al cammino compiuto, il pensiero corre ai tanti docenti che hanno messo a disposizione competenza e passione educativa, ai direttori che ne hanno guidato il percorso e agli studenti che hanno popolato le aule della Scuola portando con sé domande, entusiasmo e desiderio di approfondire la propria fede.

Molti dei servizi ecclesiali oggi presenti nelle parrocchie, nelle associazioni e nei movimenti dell’arcidiocesi portano anche il segno discreto ma fecondo di questa esperienza formativa. Dietro ogni ministero, ogni servizio educativo, ogni impegno caritativo e pastorale vi è spesso il percorso di studio e di discernimento maturato proprio tra i banchi della Sdft.

Le sfide dell’evangelizzazione e della formazione oggi chiedono ancora cristiani preparati, capaci di coniugare fede e cultura, competenza e testimonianza. Per questo la missione della Scuola continua ad essere attuale e necessaria.

A trent’anni da quel 29 giugno 1996, la memoria si fa gratitudine e la gratitudine diventa impegno. Una gratitudine che si estende non solo al presule, che ne intuì l’importanza pastorale, ma anche a quanti nel tempo ne hanno custodito l’eredità. Come scriveva mons. Ruppi nel decreto istitutivo: “Al fine di promuoverne ancor più la crescita in intima comunione ecclesiale (…) istituisco la Scuola diocesana di formazione teologico-pastorale”. Parole che, a distanza di tre decenni, conservano intatta la loro forza e continuano a indicare la direzione del cammino: una Chiesa che forma, accompagna e prepara i suoi figli al servizio del Vangelo e della comunità.

 

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