Le Suore Salesiane dei Sacri Cuori e la comunità dei fedeli del santuario San Filippo Smaldone hanno voluto rivolgere i loro più sentiti auguri all’arcivescovo emerito di Lecce, mons. Michele Seccia, in occasione del suo 75° compleanno, celebrato ieri 6 giugno.

Dalle suore del Santuario, presso le quali mons. Seccia risiede dallo scorso anno e dove cura il culto e l’assistenza spirituale, è giunta una lettera carica di gratitudine, che prende spunto dal Salmo 116: “Che cosa renderò al Signore per tutti i benefici che mi ha fatto? Alzerò il calice della salvezza e invocherò il nome del Signore”. Le suore e i laici hanno sottolineato il dono della sua parola, “lieve ma profonda, che contagia, commuove, accende”, e la capacità di rendere “tangibile, palpabile, viva” la presenza di Gesù nel momento della consacrazione.
Le Suore Salesiane dei Sacri Cuori, con le parole affidate ad un breve ma accorata lettera, hanno anche reso grazie per “il dono prezioso” della sua vita, “fatta di servizio gioioso e fedele”. Nel messaggio rivolto al presule hanno evidenziato come la vita eucaristica dell’arcivescovo rifletta “la paternità del Buon Pastore” e indichi “la fonte della gioia, della luce, dell’amore e della carità”, con l’augurio che possa custodire “un’anima sempre più eucaristica, per far amare Gesù Eucaristia a quante più persone possibile”.
Le comunità del santuario e delle suore, mostrando un legame profondo e fraterno instaurato con il pastore, hanno assicurato a mons. Seccia affetto e preghiera, ricordandogli con affetto filiale che anche lui, come i laici che vivono il Santuario, è “diventato figlio di San Filippo Smaldone”.

