Tra pochi giorni termina l’anno scolastico anche per i volontari del doposcuola “laltrascuola” di Lecce (LEGGI).

Sono professori d'università, docenti di scuola primaria, madri e padri allenati nel seguire i propri figli, docenti di scuola superiore, uomini e donne provenienti dal volontariato della parrocchia cattedrale, di Migrantes, dell’Azione cattolica, dell’Agesci, dell’associazione “Volontari Caritas” e dell’associazione “Laici Comboniani”: una rete di uomini e donne di buona volontà tutti uniti da un unico progetto: dare la possibilità di integrazione concreta ai nostri fratelli migranti più piccoli, affrontando con successo i percorsi scolastici italiani.
I bambini e i ragazzi migranti che l’hanno frequentato tutti i giorni, a partire da settembre, possono finalmente respirare aria di vacanze. Vico dei Sotterranei, trafficato solitamente da turisti, si anima ora anche delle voci e grida nei giochi dei tanti ragazzi che, sino ad oggi scendevano in Sala Borsi per i compiti scolastici. In questo modo, tornano a farlo vivere come spazio di gioco e socialità, com’era un tempo, sotto gli occhi vigili dei genitori.
Ma “laltrascuola” non va del tutto in vacanza, l’ultima settimana di giugno presso i locali di Migrantes in Via delle Anime, parte un corso pomeridiano per apprendere meglio la lingua italiana proprio per quei bambini e ragazzi appena arrivati da lontano, che da lingue bellissime e complicatissime come il Bangla o il Tagalog, devono apprendere la nostra lingua; e per altri che, pur essendo nati a Lecce, vivono in famiglie dove si parla esclusivamente indi o singalese. La poca padronanza della lingua italiana è la prima causa di esclusione sociale ed abbandono scolastico, creando le premesse per una futura incompleta se non irraggiungibile integrazione sociale generazionale.
I ragazzi, però, sanno capirsi con un linguaggio tutto loro che va oltre le parole e le lingue, così hanno stretto rapporti di amicizia con i numerosi studenti (più di cento tra Formazione scuola lavoro e recupero del credito scolastico) provenienti da diversi istituti superiori di Lecce (“Siciliani”, “Palmieri” e “Banzi”) che durante l'anno, ne “laltrascuola”, hanno deciso di vivere ore di impegno volontario per affiancare nei compiti, proprio come in una famiglia, i "fratelli" più piccoli condividendo con loro anche momenti di gioco, trasformando i saperi teorici scolastici in pratica solidale quotidiana. Da questa sensibilità d'animo è nata l'idea di un corso d'italiano per i bambini più fragili ed è sempre grazie alla disponibilità di questi liceali che si potrà realizzare la settimana de “L'italiano a colori", non un semplice corso, ma un impegno concreto d’inclusione sociale, perché l’analfabetismo linguistico non va in vacanza e la passione per la costruzione di una società interculturale diventa pian piano uno stile di vita.

